IL MIO TEMPO

QUALCOSA NON TORNA….

Ho fatto due conti e qualcosa non torna. Mentre siamo continuamente frastornati dai numeri dei casi positivi e dai deceduti, la notizia sconcertante per cui ho quasi rischiato di strozzarmi è che su 355 cartelle cliniche sinora verificate sarebbero solo 3 le persone decedute in Italia a causa esclusivamente del coronavirus. Allora scusate,….di cosa stiamo parlando?

L’indicazione non arriva da una chat di casalinghe ma dall’Istituto superiore di Sanità, la massima autorità italiana, che ha appunto esaminato 355 cartelle compilate dai medici dopo i decessi e il risultato che emerge ( riportato nel comunicato stampa ufficiale n.22 dell’Istituto superiore di Sanità) pone seri interrogativi sull’infezione. Sinceramente questo non solo mi confonde ma mi fa andare in bestia se poi leggo che l’Oms (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato che il covid-19 è una pandemia che colpirà il 60% della popolazione mondiale……non ci capisco più nulla!

Bene, in Italia siamo 60 milioni e il 60% di 60 milioni fa 36 milioni. Al ritmo attuale di infezioni ci vorranno 8mila giorni per far ammalare il 60% della popolazione italiana. Ovvero 22 anni! Ci vorranno cioè 22 anni per contagiare la popolazione italiana. Quindi, stando ai ritmi di crescita attuale, o quelli dell’Oms hanno preso un granchio o non ci è stato detto tutto e il peggio dovrà ancora arrivare.

Insomma qualcosa non quadra. Oppure qualcuno non ce la dice giusta o non ha capito che quei numeri siamo noi.

Incrociando i dati sempre dell’Istituto Superiore di Sanità il virus sta cavalcando al ritmo attuale di circa 450 decessi al giorno. Considerato che colpisce le fasce più fragili della popolazione (ma forse  qualcuno adesso riformulerà il tutto visto che anche 1800 30enni sono in ospedale a Bergamo), e considerato che da anni in Italia si registrano (a telecamere spente) circa 1.200 decessi al giorno per patologie tumorali e cardiovascolari, ( è sempre lo stesso Istituto si Sanità che lo afferma) mi chiedo: non è che una parte di quei 450 decessi rientrano nei 1.200 a cui siamo tragicamente  e silenziosamente “abituati”?

Se così fosse, pur considerando la gravità di questa nuova infezione, i numeri andrebbero interpretati decisamente in modo diverso. Ora, dovete sapere che quando c’è un decesso, il medico compila la scheda Istat individuando la causa primaria di morte e le concause. Ma sono necessari 2 anni (si chiama burocrazia!) per avere la classificazione dei dati di mortalità. Cioè solo fra 2 anni sapremo se questi decessi avvengono per causa esclusiva del coronavirus o per altre cause, pur in presenza “anche” di coronavirus. (noi in Italia ci riempiamo di scartoffie inutili già a scuola e…..lo so benissimo ma questo sarà lo spunto per un prossimo articolo)

C’è quindi la possibilità che fra due anni si scopra che buona parte di questi 450 decessi al giorno rientrano nei 1.200 decessi quotidiani per cancro e malattie cardiovascolari, da sempre considerati – ahinoi – “normali”.

Il problema ovviamente è internazionale: né l’Europa né l’Oms hanno (fino ad oggi) mai posto in essere criteri comuni per stabilire in modo univoco le cause dei decessi.

Quindi se in Italia un decesso viene classificato per “coronavirus”, magari in Francia viene classificato per “arresto cardiocircolatorio” e in Germania per “un’altra patologia coesistente”.

Questo spiega le enormi differenze percentuali di decessi “per” coronavirus.

Non è che in Italia si muore di più, è solo un fatto di classificazione.

Senza un criterio univoco è il caos e nel caos si prendono spesso decisioni sbagliate.

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