LA CASERMA DEI CARABINIERI e la ZUPPA GALLURESE

Pubblicato il Pubblicato in CLANDESTINO

 

Ero l’unico con una divisa bianca in mezzo ad almeno una decina di divise nere.

Questo mi rendeva nervoso come un gatto in mezzo in un cortile pieno di cani.

Ero a Sassari in una caserma di carabinieri. L’unica cosa che ci rendeva simili era l’età.

Erano tutti ragazzi come me.

Penso velocemente che un paio di anni fa a Milano quelle divise mi “correvano dietro durante le barricate dei movimenti studenteschi.”

Non so perché ma quando caricavano sembrava che puntassero tutti su di me e correvo…..

Ma torniamo ai fatti, e soprattutto cosa ci facevo a Sassari vi chiederete. 

 

QUALCUNO CI MISE UNA “PEZZA”

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in CLANDESTINO

Ero stanco di sentirmi dire che “bisognava fare così “.

Ero stanco di dare una ragione a un tale, solo perché aveva un grado più di me. Continuavo a dire che ogni volta era diverso, che non sempre si poteva eseguire una manovra come diceva il manuale.

Per fortuna tutto si era concluso bene” diceva ma, non riusciva a capire che in mare non si gioca a carte e quella, non era stata fortuna.

Avevo valutato tutto e avevo scelto il rischio minore anche se esisteva concretamente la possibilità di errore.

Un errore che mi avrebbe portato davanti a un processo.

Continuava a dirmi urlando che …..” Quando un uomo cade in mare devi mettere il timone tutto sul lato di caduta per allontanare le eliche da lui.”

Hai ragione dicevo ma …. lo faccio se il mare è piatto e se è una esercitazione altrimenti valuto….e se valuto, non è detto che faccio come è scritto su quel manuale. 

 

QUEL FANGO CHE UNISCE

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in CLANDESTINO

Il 21 febbraio 1979 Olbia fu invasa dall’acqua.

Un’alluvione, la prima della sua storia più recente.

Non ci furono vittime, né feriti, ma molti danni. La città mostrò le sue fragilità urbanistiche e il suo sviluppo incontrollato.

Tracimò il fiume Gutturesu.

Fino a quel giorno non sapevo nemmeno che Olbia avesse un fiume.

Era da giorni che pioveva.

Lo ricordo ancora perché tra le “guardie” e il “servizio in mare” eravamo sempre bagnati fino alle ossa, ed era una lotta per asciugare maglioni e scarpe.

Io ero appena rientrato con altri 5 dal solito giro al largo dell’imboccatura del golfo. Eravamo in mare da 4 ore e avevamo seguito il traghetto “Livorno Espress” fino all’attracco. Era un mercantile che trasportava autotreni… Tutto regolare tranne il fatto che per il mare grosso era in ritardo.

ESEGUI L’ACCESSO AL SITO CLICCADO QUI!

Articolo visibile integralmente solo agli iscritti alla newsletter del sito….. e tu cosa aspetti? iscriviti e riceverai in omaggio un “ebook” dell’articolo

 

A VOLTE SEI LA STORIA

Pubblicato il Pubblicato in CLANDESTINO

Capitava a volte che la vedetta CP235 fosse inattiva per manutenzione. Personalmente era come se in “darsena” ci fossi io. Ero ansioso…. Quando poi la riportavano al molo mi precipitavo come un bambino su una torta e la rovistavo tutta per assicurarmi che tutto fosse a posto, anche le nostre cose personali che rimanevano con lei, un pò per scaramanzia  e un po’ per quel disordine naturale che si era creato internamente.

La faccenda non era però indolore. Infatti, il turno di guardia veniva spostato dall’”imbarco” (disposizione h 24) al “servizio in Porto” che consisteva nella vigilanza delle persone e merci che imbarcavano o sbarcavano a Olbia. 

ESEGUI L’ACCESSO AL SITO CLICCADO QUI!

Articolo visibile integralmente solo agli iscritti alla newsletter del sito….. e tu cosa aspetti? iscriviti e riceverai in omaggio un “ebook” dell’articolo

UN OSPITE PARTICOLARE…

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in CLANDESTINO

Ci sono delle cose che odio tra cui quelle che ostentano il virtuosismo in generale nella vita. Non mi piacciono gli “assoli di chitarra” i “gorgheggi dei soprani” chi si crede “superiore” in moralità e calcisticamente parlando non sopporto quei giocatori che fanno doppi passi a “strafottere” come se, passare il piede sopra il pallone senza spostarlo ti conceda di […]