QUEL FANGO CHE UNISCE

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Il 21 febbraio 1979 Olbia fu invasa dall’acqua.

Un’alluvione, la prima della sua storia più recente.

Non ci furono vittime, né feriti, ma molti danni. La città mostrò le sue fragilità urbanistiche e il suo sviluppo incontrollato.

Tracimò il fiume Gutturesu.

Fino a quel giorno non sapevo nemmeno che Olbia avesse un fiume.

Era da giorni che pioveva.

Lo ricordo ancora perché tra le “guardie” e il “servizio in mare” eravamo sempre bagnati fino alle ossa, ed era una lotta per asciugare maglioni e scarpe.

Io ero appena rientrato con altri 5 dal solito giro al largo dell’imboccatura del golfo. Eravamo in mare da 4 ore e avevamo seguito il traghetto “Livorno Espress” fino all’attracco. Era un mercantile che trasportava autotreni… Tutto regolare tranne il fatto che per il mare grosso era in ritardo.

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A VOLTE SEI LA STORIA

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Capitava a volte che la vedetta CP235 fosse inattiva per manutenzione. Personalmente era come se in “darsena” ci fossi io. Ero ansioso…. Quando poi la riportavano al molo mi precipitavo come un bambino su una torta e la rovistavo tutta per assicurarmi che tutto fosse a posto, anche le nostre cose personali che rimanevano con lei, un pò per scaramanzia  e un po’ per quel disordine naturale che si era creato internamente.

La faccenda non era però indolore. Infatti, il turno di guardia veniva spostato dall’”imbarco” (disposizione h 24) al “servizio in Porto” che consisteva nella vigilanza delle persone e merci che imbarcavano o sbarcavano a Olbia. 

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UN OSPITE PARTICOLARE…

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Ci sono delle cose che odio tra cui quelle che ostentano il virtuosismo in generale nella vita.
Non mi piacciono gli “assoli di chitarra” i “gorgheggi dei soprani” chi si crede “superiore” in moralità e calcisticamente parlando non sopporto quei giocatori che fanno doppi passi a “strafottere” come se, passare il piede sopra il pallone senza spostarlo ti conceda di essere annoverato tra gli “dei” del calcio.

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Era l’alba del 14 luglio 1979

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Mi ricordo ancora che era un sabato…

Un magnifico sabato in “Costa Smeralda” si presentava davanti a noi….. e le ragazze ci aspettavano….
Ancora poche ore e sarei sceso dalla “CP235
Avevamo trascorso la notte in mare…una notte lunga e particolarmente fredda per essere a metà Luglio e poi, il vento di maestrale non ci aveva dato tregua…..ancora due forse tre controlli ….c’era poi quella nave cargo proveniente da “Capo Pertusato” che i francesi ci avevano ”gentilmente” affidato per potere andare a festeggiare la loro festa nazionale (La Presa della Bastiglia)… impossibile dire di no ai cugini “mangia rane”….si sprecarono i “merci….merci italy…”.

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IL DIRITTO AL SILENZIO

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Sono arrivati i turisti di massa come ogni anno, con le loro chiassose migrazioni, con le loro partenze intelligenti.

Noi tutti lo siamo e nessuna meta è preclusa. New York, Londra, Cortina, Palmanova la Salerno Reggio Calabria. Ci si affolla nei canali di Venezia e ci si sgomita sulla scalinata di Trinità dei Monti, nella “sorridente ” Romagna. Ci si sbronza nelle ramblas di Barcellona e ci si trova in seimila nella piazzetta di Capri o al concerto di Vasco.

Di fatto produciamo confusione, rumore, spazzatura. Stiamo sulle scatole a tutti, e ci stanno sulle scatole gli altri.  (altro…)