SCUOLA?….NO ZONA FRANCA!!

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Con buona pace delle circolari del Ministero dell’istruzione e della stessa legge italiana, le scuole o meglio, le classi, costituiscono da sempre una terra di nessuno, un microcosmo autocratico dove vigono patti, usi e consuetudini del tutto peculiari e dove termini come autorità, autorevolezza, condotta, assumono significati contrattati tra le parti giorno dopo giorno. Nessun studente è disposto a subire un sequestro del loro telefonino senza sputare in faccia al docente. E soprattutto, sapranno trattenersi i genitori dal difendere il “figlioletto” a spada tratta e dal prendere a calci (letteralmente) il “già sputato” professore?
L’abuso del cellulare del resto non ha nulla a che fare con la scuola, ma con l’educazione che una società è in grado di dare.
L’educazione del resto è una serie di regole, di comportamento e prevedono che qualcuno le faccia applicare e qualcuno vi si adegui, riconoscendo, se non la con divisibilità dei contenuti, perlomeno l’autorità del pulpito di provenienza.
Allo stato delle cose sembra che ai genitori riesca bene, con la propria autorità, è quella di pretendere che la scuola (e non solo) subisca, possibilmente in silenzio, i propri figli: agli insegnanti non si chiede più di contribuire alla educazione dei figli ma, al contrario, si chiede loro di non infastidire i figli altrui con voti, compiti, note e sgradevoli richiami all’ordine.
D’altronde, per fare un esempio cosa si può pretendere da un genitore che probabilmente il cellulare lo usa tutti i giorni al volante della propria auto?
In un Paese dove le denuncie si fanno a “Striscia la Notizia”, le richieste di aiuto si lanciano al Gabibbo e le persone scomparse le ritrova “Chi l’ha Visto?”, e le truffe le svela “Mi manda Rai3” per fare sparire i telefonini da una classe dobbiamo sperare in un buon esempio dei protagonisti di “Amici” o di quelli del “Grande Fratello”.
D’altronde, ogni società ha i menbri autorevoli che si merita….

FIDARSI DI QUALCUNO

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La FIDUCIA è una cosa complessa.
Il dizionario la descrive così. “ATTEGGIAMENTO VERSO ALTRI O VERSO SE STESSI CHE RISULTA ATTRAVERSO UNA VALUTAZIONE POSITIVA DI FATTI, CIRCOSTANZE O DI RELAZIONI…..”
Per cui si confida sulle altrui o proprie possibilità e questo generalmente produce sentimenti di sicurezza o di tranquillità almeno iniziali….ad esempio: fiducia in Dio, fiducia negli uomini, nella fratellanza umana, nella scienza, nel progresso sociale ecc…
Solo che…tutti gli esempi che il dizionario riporta sono per me in contraddizione con la stessa definizione. (altro…)

AVERE LA TESTA FRA LE NUVOLE

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È quando scopri che il mondo non ti assomiglia che ti accorgi dei tuoi limiti.
Ricordo un tempo definito come “il periodo della incoscienza” in cui non avevo nessuna preoccupazione sul modo e sul perché stavo al mondo.
Non andavo nel panico pensando alle cose che potevo o non potevo fare e, non mi spaventavo nemmeno al pensiero di non essere in grado di fare qualcosa. (altro…)

LE COSE CHE CI TRAVOLGONO.

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Le cose che ci travolgono spesso accadono quando siamo bambini, quando ancora non ci domandiamo il perché, semplicemente le viviamo.

Di solito succede una cosa, “traumatica” non per forza “tragica” ma comunque “grossa” che ci mostra quanto il mondo sia più grande e più pericoloso di quel che pensavamo.

Eravamo in tre quel giorno quando abbiamo dato fuoco al garage del papà di Dario. (altro…)

LA BICLETTA E….. ANNA

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Quel pomeriggio d’estate, la complicità tra me, Dario e Claudio raggiunse il punto di non ritorno. Avevamo oltrepassato quella linea del tempo che ci impediva di ritornare bambini e lo avvertivamo.
Non saremmo andati all’oratorio e per quel giorno di fine giugno il Paradiso avrebbe fatto a meno di noi…. forse per sempre.
Era tutto premeditato e stabilito da tempo nei minimi particolari…. la bugia da dire alla mamma, la bugia da dire al Don e come fare a stare zitti fratelli e sorelle.
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