ITALIA VS FRANCIA

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Prima di essere insultato tengo a precisare che sono Italiano e mi dispiace quando al mio Paese viene riservato un trattamento più severo dall’Europa rispetto a che ne so… Francia o Germania.

Voglio anche dire che non condivido nemmeno quel sentimento antifrancese che appare diffuso ultimamente in Italia.

Certo che mi piacerebbe riavere la Gioconda ma questo è un altro discorso. (altro…)

TOC…. TOC…. TOC…. TTTIIIIINNNNNN

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Pensandoci bene siamo circondati da “buchi”. Non a caso spesso sentiamo dire di “buchi” nell’ozono, ignorando che in un gas NON possono esserci dei buchi o di “buchi” nell’acqua per dimostrare un insuccesso o una cosa di difficilissima e improbabile soluzione.

Fare una finestra (appunto, un buco!) ci costa di più che chiuderla con dei mattoni e se poi andiamo avanti in questo ragionamento ci accorgiamo che attraverso tubi (buchi) trasportiamo di tutto (acqua, petrolio, gas). Sembra che l’attitudine a perforare il mappamondo sia una qualità del genere umano. Le scorciatoie non sono altro che buchi chiamati gallerie o tunnel. Insomma sembriamo delle talpe (altro…)

SCUOLA?….NO ZONA FRANCA!!

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Con buona pace delle circolari del Ministero dell’istruzione e della stessa legge italiana, le scuole o meglio, le classi, costituiscono da sempre una terra di nessuno, un microcosmo autocratico dove vigono patti, usi e consuetudini del tutto peculiari e dove termini come autorità, autorevolezza, condotta, assumono significati contrattati tra le parti giorno dopo giorno. Nessun studente è disposto a subire un sequestro del loro telefonino senza sputare in faccia al docente. E soprattutto, sapranno trattenersi i genitori dal difendere il “figlioletto” a spada tratta e dal prendere a calci (letteralmente) il “già sputato” professore?
L’abuso del cellulare del resto non ha nulla a che fare con la scuola, ma con l’educazione che una società è in grado di dare.
L’educazione del resto è una serie di regole, di comportamento e prevedono che qualcuno le faccia applicare e qualcuno vi si adegui, riconoscendo, se non la con divisibilità dei contenuti, perlomeno l’autorità del pulpito di provenienza.
Allo stato delle cose sembra che ai genitori riesca bene, con la propria autorità, è quella di pretendere che la scuola (e non solo) subisca, possibilmente in silenzio, i propri figli: agli insegnanti non si chiede più di contribuire alla educazione dei figli ma, al contrario, si chiede loro di non infastidire i figli altrui con voti, compiti, note e sgradevoli richiami all’ordine.
D’altronde, per fare un esempio cosa si può pretendere da un genitore che probabilmente il cellulare lo usa tutti i giorni al volante della propria auto?
In un Paese dove le denuncie si fanno a “Striscia la Notizia”, le richieste di aiuto si lanciano al Gabibbo e le persone scomparse le ritrova “Chi l’ha Visto?”, e le truffe le svela “Mi manda Rai3” per fare sparire i telefonini da una classe dobbiamo sperare in un buon esempio dei protagonisti di “Amici” o di quelli del “Grande Fratello”.
D’altronde, ogni società ha i menbri autorevoli che si merita….

FIDARSI DI QUALCUNO

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La FIDUCIA è una cosa complessa.
Il dizionario la descrive così. “ATTEGGIAMENTO VERSO ALTRI O VERSO SE STESSI CHE RISULTA ATTRAVERSO UNA VALUTAZIONE POSITIVA DI FATTI, CIRCOSTANZE O DI RELAZIONI…..”
Per cui si confida sulle altrui o proprie possibilità e questo generalmente produce sentimenti di sicurezza o di tranquillità almeno iniziali….ad esempio: fiducia in Dio, fiducia negli uomini, nella fratellanza umana, nella scienza, nel progresso sociale ecc…
Solo che…tutti gli esempi che il dizionario riporta sono per me in contraddizione con la stessa definizione. (altro…)