FUORI DI CLASSE

DIARIO DI UNO STUDENTE

 

TRATTO DA UNA STORIA VERA O MEGLIO UNA LEZIONE TIPICA IN UNA AULA TIPICA DI UNA SCUOLA TIPICA MA DAL PUNTO DI VISTA DI UN ALUNNO TIPICO.

quello che viene scritto corrisponde alla realtà. I nomi sono sigle inventate per ovvie ragioni di privacy….il prof sono io….onde evitare malintesi  e querele da parte di colleghi. 

14 gennaio 2019 ore 09.00 (data di fantasia) il prof entra in classe. Osserva gli alunni e la disposizione dei banchi. Veloce appello e poi senza dire molto si mette a scrivere alla LIM. Numeri e formule che qualcuno cerca di prendere appunti. Il prof a un certo punto e rispondendo alla domanda di un alunno afferma di applicare la “CORRELAZIONE LINEARE”  mettendo in relazione il numero di assenti con le attività della giornata della classe. Nessuno lo capisce e tutti smettono di prendere appunti…..qualcuno di nascosto chatta. Evidente la delusione del prof.

Semplifica dicendo che, “quando c’è una verifica stranamente mancano sempre gli stessi soggetti”. Ci chiediamo se era il caso di scrivere tutti quei numeri alla lavagna quando questa cosa è ovvia ed è più immediato dirlo.

Dopo circa 5 minuti il prof esce con una frase del tipo: “Nella tolleranza di montaggio che alcuni di voi hanno calcolato ci sta dentro anche mia nonna”. È riferito al compito in classe di settimana scorsa. Cala il silenzio in aula e R.D. smette di chattare.

Viene quindi ripetuta una prova pratica poiché B.T. ha misurato la “DISTANZA INTERPUPILLARE” di T.B. di 103 mm. Il prof chiede a B.T. se la misurazione è stata fatta a un Coccodrillo o a “Sid” (noto personaggio dell’era glaciale). Il prof dubita anche della verifica di B.B. sostenendo di trovarla troppo simile (se non uguale) a quella di A.A. la quale si autodifende dicendo di “avere svolto la verifica lontano dalla compagna e coperto il foglio con i capelli durante lo svolgimento”.

Il prof comunque per verificare che BB non abbia imbrogliato la invita ad uscire per svolgere un esercizio. A questo punto l’alunno AB chiede di uscire mentre la classe ricomincia a chiacchierare. Il prof è costretto a richiamare l’attenzione.

Improvvisamente metà della classe accusa malesseri per non fare prova pratica insieme a B.B.

Il tutto nasce quando il prof si accorge che l’alunna Y.B.B. “coccola” l’alunna M.Y. la quale afferma di di non sentirsi per nulla bene causando una epidemia in aula. Inoltre il prof afferma (ma sembra più una minaccia) di segnalare sul registro elettronico tutti i malori dichiarati dagli alunni in modo che dirigenza e famiglie vengano a conoscenza di essere in un “Ospedale da Campo” piuttosto che in una scuola pubblica.

Visti i pessimi risultati della prova pratica di F.F. il prof dubita che F.F. riuscirà a diventare un “Ottico”.

F.F.  irritato risponde e conferma che “Non farà l’Ottico” ma il “Calciatore”. Il Prof allora si fa fare un autografo da F.F, sulla sua agenda in modo che “si porta avanti” per quando diventerà famoso. A questo punto il prof nel tentativo di riportare un clima disteso esce con una sua “Pillola di Saggezza”  dicendo che “Non sarai tu a scegliere il lavoro ma sarà il lavoro a scegliere te”. L’alunna F.A. e l’alunno G.B. chiedono che il prof ripeta quello che ha appena detto. F.A. perché non ha capito niente e G.B. perché vuole scriverlo sul quaderno in quanto lo ritiene “figo”.

La lezione continua. Il prof nel distribuire le verifiche consola l’alunno C.B. con una pacca sulla spalla per avere svolto una pessima prova facendogli però notare che è migliorato e si sta avvicinando alla sufficienza in quanto da pochi  giorni è stato spostato dal Coordinatore di Classe vicino a CC che è sufficiente in tutte le materie.

La classe non smette di chiacchierare ed è presente un continuo brusio che distrae. A questo punto il prof esprime il desiderio (lo fa spesso ultimamente!) di avere una telecamera in classe per dimostrare ai genitori come sono “bravi” e “diligenti” i propri figli. Ne segue una risata collettiva e l’alunno P.P. viene allontanato dalla classe e invitato a “farsi un giro” perché non riesce a smettere di ridere e la cosa sta diventando contagiosa. Il prof chiede scusa e afferma: “Con più vado avanti  più mi accorgo che il problema sono io!” (Autocritica distruttiva seguita dalla espressione “voglio morireeee”.)

Riprende l’interrogazione di B.B. Il Prof  visto il procedimento sulla lavagna paragona i risultati ottenuti come la “polenta a merenda” e il “fritto misto a colazione” facendo capire alla interessata che non erano quelli i risultati da trovare.

B.B. viene rimandata a posto e il prof becca C.Y. a studiare storia. C.Y. si difende e chiede il permesso di potere continuare affermando che è una questione di vita o morte. Il prof gli concede di studiare a patto che “non faccia casino” e che dimostri di avere preso la sufficienza in storia”

Alla fine della lezione l’alunna M.N. chiede in forma ironica se “il prof ha ritrovato la sua gatta”. Il prof con evidente tristezza risponde di no ma è convinto che il felino sia in un “mondo parallelo” vicino a noi e tutti fanno silenzio.

L’alunno N.Z. forse distratto non capisce il senso del discorso ed esce con la proposta di “cercare il felino nelle tubature” intendendolo come “mondo parallelo”. Mezza classe lo insulta e viene allontanato  senza capirne il motivo e il prof ne approfitta per chiedergli cortesemente di fare rientrare B.B. che si era dimenticato fuori 20 minuti prima.

Il prof conclude la lezione e raccoglie le sue cose affermando che anche per oggi ha svolto lo sporco lavoro per cui era pagato e che rimpiange ancora i consigli che gli erano stati dati anni prima e che consistevano di non accettare un insegnamento in una scuola pubblica ma di “Trovarsi un Lavoro serio.”

A volte noi il prof non lo capiamo proprio come non capisco perchè mi ha messo a scrivere “quello che vedo in aula durante le sue lezioni

W.Q.

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