CLANDESTINOIL MIO TEMPO

BUONI PROPOSITI

Ecco cosa ho realizzato in questo periodo che coincide con un inizio anno dove mi fermo e, ragiono sui buoni propositi.
Lasciati alle spalle diversi amici e qualche parente x scelta e superato i pensieri dei regali ecco che penso che questo avvio (e per me lo è veramente!) è un motivo in più per riflettere bene.Insomma, vedo questo anno come un inizio di un viaggio non sapendo chi incontrò il giorno dopo e ritornare a sentire un po’ di più l’istinto e a fare scelte meno ragionate per non cadere nella trappola dell’età e delle abitudini.
Puoi la nostra epoca è parecchio complicata e già di suo ci prova a ridimensionare le nostre aspettative.
Basta perdersi un passaggio per smettere di sognare e ridurre i propri desideri.
Ecco…per il nuovo anno mi propongo di non rincorrere troppo le cose sicure ma di avere notti emozionanti perché ci ho sognato.
Non voglio più giornate piene di cose da fare per datori di lavoro di dubbia capacità ma di fare scelte seguendo il mio istinto piuttosto che il buon senso.
Mi propongo di fidarmi della mia improvvisazione e di non pretendere di avere il controllo su tutto e di provare quella sensazione di vertigine eccitante tutte le volte che inizio qualcosa di nuovo, che sia una partita di calcetto o un incontro di lavoro.
Mi propongo di pensare almeno una volta che “ecco stavolta ho preteso troppo da me” e di mettere in discussione quello che so fare o che pretendo di sapere fare.
Mi auguro che le persone a cui voglio bene vengano a casa mia e restino a loro agio.
Forse non riuscirò anche quest’anno a fare la maratona di New York ma voglio riempirmi di sorprese. Anche se non ho la certezza di arrivare fino in fondo…..vale la pena di provare.
Nel 2019 mi propongo di lasciare indietro delle piccole certezze per buttarmi in qualche cosa che non so se sono capace di fare.
Devo sforzarmi per farlo …….e lasciare una strada che si conosce per un’altra é sempre difficile.
Mi propongo di fare un viaggio….un viaggio particolare e che dovrà partire da me….
Viaggiare da soli si va sicuramente più veloci ma spero di essere in compagnia perché insieme si va più lontano.
Mi propongo una condizione mentale diversa dalla quotidianità di cui non so nemmeno dire se questa è un bene oppure no, però quantomeno la fa “essere” una esperienza diversa.
Insomma, diciamolo, ci fa paura sapere se come viandanti dormiamo in luoghi diversi ed ecco perché ci creiamo luoghi e situazioni ripetibili.
Stiamo con qualcuno ma sappiamo che c’è un altro che ci ama. Ci separiamo e l’altro non é più libero. La sensazione di vivere tra coincidenze sbagliate é sentita.

TR59

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