IL MIO TEMPO

AVERE LA TESTA FRA LE NUVOLE

È quando scopri che il mondo non ti assomiglia che ti accorgi dei tuoi limiti.
Ricordo un tempo definito come “il periodo della incoscienza” in cui non avevo nessuna preoccupazione sul modo e sul perché stavo al mondo.
Non andavo nel panico pensando alle cose che potevo o non potevo fare e, non mi spaventavo nemmeno al pensiero di non essere in grado di fare qualcosa.È un periodo dove ti senti immortale dove tutto…le cose e le persone sono a portata di mano… e semplicemente devi allungare una mano e le prendi….
Il mondo sembra alla tua altezza e fatto su misura per te…non pensi che ci sia qualcosa di irraggiungibile…o che ci sia qualcosa di così “basso” che è meglio non vedere.
Pensi che non ci siano le persone “stupide” e anche le cose brutte ….ci sono ma non sono nascoste come una partita a poker e che comunque le vedi prima e le puoi evitare.
Credi che un sentimento è sempre ricambiato sinceramente e che l’amore o l’amicizia stiano nel contenitore “bianco” (quello puro) e che cose come la rabbia o l’odio o la gelosia in quello “nero” (quello del lupo!)….ma comunque sono segnali chiari…non si puó amare o volere bene a una persona facendole male…eppure con il tempo ti accorgi che questa linea è invisibile e possibile
Bè….adesso so bene che mi direte …ma in che mondo vivi???
Questo lo avevano detto anche a mia mamma…..la prima maestra delle elementari, un preside delle superiori, un ammiraglio, un poliziotto, un titolare di azienda e un numero di persone che non ricordo più .”Era come dire…hai la testa tra le nuvole….”
Se fossi nato solo 15 o 16 anni fa di sicuro il sistema scolastico attuale mi avrebbe messo alle costole almeno 3 zelanti “educatrici “ e un apparato di “sostegno” ….di questo mi ritengo fortunato.. è andata bene!!!
Ma quella maestra aveva comunque visto lungo….e con la mia testa “sempre tra le nuvole” ho perso tante cose per strada…oggetti…persone….amici….e sto imbarcando ancora acqua e delusioni.
Sono comunque convinto che inconsciamente c’è sempre una parte di intenzionalità quando perdi qualcosa che ti è stato caro…..è difficile per me credere di avere perso un oggetto a cui ci tenevo o una persona cara o che comunque qualcosa si è rotto nei rapporti dando solo la colpa al caso ….
Lasciare andare via dei pezzi anche piccoli della nostra vita non è mai perdere qualcosa ma “lasciarli andare” perché ti distrai ..è perché la testa è tra le nuvole.
Non si fa mai di proposito …ma questo cambia a volte i riferimenti ma non le conseguenze.
È come quando la prima volta che ricordo di avere pregato…..
L’avrò fatto per quasi 3 ore…occhi incollati al cielo oltre la finestra della camera fissando una stella che mi sembrava la più luminosa delle altre.
E se era la più luminosa quella stella poteva contenere sicuramente un Dio creatore di tutto e quindi capace di tutto…anche di ridarmi indietro il mio “Fulì”
Lo feci con una costanza e la fiducia che solo un bambino può avere perché “tutto” è alla portata di mano ..anche Dio.
Dicevo….”ti prego…fa che Fulì stia bene”…pregare per me è sempre stato quello…concentrarsi su una richiesta per qualcuno.
Fulì era un gatto di peluche e io avevo circa 5 anni e quel giorno lo avevo perso per sempre…solo un bambino può rendere vivo un peluche….dandogli prima un nome…poi un carattere….una forza e anche una debolezza.
Io ero disperato perche quella debolezza che gli avevo dato era la mia e le sue paure erano le mie.
Ecco perché credevo che Fulì non mi avrebbe mai perdonato…perché io per primo non sarei stato in grado di perdonarmi per averlo dimenticato su quel treno che mi riportava a casa dalla colonia estiva….
Quando mi accorsi che non era con me scoppiai a piangere senza che fu subito chiaro il motivo…così improvvisamente e in modo devastante che mi sarei strozzato.
I miei genitori si spaventarono molto poi…quando capirono che era per Fulì si tranquillizzarono e cercarono di calmarmi.
Mi dissero che me ne avrebbero comprato uno uguale l’indomani …non capirono il problema che non era recuperare quel Fulì o averne un altro simile…..era “l’averlo dimenticato”
Anche adesso guardandomi indietro posso dire che le cose più care che ho perso sono quelle di cui mi sentivo “troppo sicuro” di non perderle…e così per le persone di cui distrattamente avevo sottovalutato la loro fiducia.
Non guardo più da molto tempo quella stella perché ho perso anche lei..e quel dio che rappresentava.
Eppure…ho sempre “la testa fra le nuvole

Tiziano Rigo

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