tempo

QUANTO DURA IL PRESENTE?

Quando si dice “ORA faccio questo” o “ADESSO vado a dormire” trattiamo le parole “ora” e “adesso” come se indicassero un istante preciso del tempo….il presente!

È comunque ovvio che questa precisione non è assoluta e ci indica uno spazio di tempo tra il “fare” e la sua “percezione”.

L’industria cinematografica ne ha fatto tesoro di questo “spazio temporale” tanto è vero che percepiamo una sequenza di immagini fisse come movimento solo se fatte scorrere a 25 fotogrammi al secondo.È evidente che nella nostra consapevolezza “l’istante” è maggiore di 1/25 di secondo.

In realtà il nostro “istante” può durare molto più a lungo.

Prendiamo il “tic-tac” di un orologio……questo “tic-tac” non ha ragione di essere nel suo meccanismo…..dovrebbe essere un “tic-tic” o un “tac-tac” ma non un “tic-tac”.

In effetti questo “tic-tac” lo avvertiamo solo se l’intervallo tra i “tic” (o i “tac”) è inferiore a circa 2 o 3 secondi.

Un grande orologio a pendolo si limita a un sobrio “tac…tac..tac..” mentre la mia sveglia sul comodino emette un nevrotico “tictactictac”

La nostra mente sembra quindi integrare in una unica esperienza i dati in arrivo dai sensi se compresi tra i 2 o 3 secondi.

Manca circa un secondo…..un tempo “lunghissimo” che mi permetterebbe per esempio di andare in un mondo parallelo ….compiere una esperienza….tornare per concludere quella iniziata su questo mondo.

Naturalmente non fisicamente ma se ragioniamo a livello mentale e di pensiero questo sarebbe in accordo con la “fisica quantistica” almeno a livello energetico (!!).

D’altro canto gli esseri umani possono comunque compiere alcune azioni intenzionali, come premere il freno di una macchina su una scala di tempo assai più breve.

Esistono quindi diversi “istanti” che definiamo “presente” che dipendono dalla azione che stiamo svolgendo.

Livelli differenti delle nostre coscienze possono sentire il tempo in modi assai diversi.

Anche i sogni “corrono” a una velocità superiore in confronto alle esperienze in stato di sveglia anche se questa affermazione non è mai stata provata.

A volte mi capita di stare assorto nei miei pensieri credendo di avere trascorso in quello stato solo una mezzora…in realtà il tempo ….quello dell’orologio ha svicolato per un ora abbondante.

Alcuni stati mentali sono sicuramente associati a una scansione alterata del tempo o una scala diversa.

Avendo a che fare da una vita con luci, colori e occhi, sono al corrente di un fenomeno particolare.

Se in una stanza buia accendiamo in rapida successione e alternativamente 2 punti luminosi posti a distanza ravvicinata i soggetti dicono di vedere un singolo punto che si muove avanti e indietro (i punti sono illuminati per 150 millisecondi con un intervallo di 50 millisecondi) .

Cioè…mi spiego meglio….nessuno dirà di vedere 2 punti su uno schermo che si accendono alternativamente ma sosterranno di vedere un movimento da un punto a un altro (in pratica una linea).

È evidente che il cervello riempie lo spazio di intervallo di 50 millisecondi ma questo si deve verificare dopo l’evento perché, fino a quando non appare il secondo puntino luminoso, il soggetto, non può presumere che il punto si muova (e dove!).

Ma se al posto di due luci puntiformi bianche mettiamo una luce puntiforme rossa e una luce puntiforme verde le cose di intrigano.

I soggetti vedranno sempre una traiettoria (linea) che ad un certo punto cambia colore dal rosso al verde.

Ma questa illusione non può essere realmente creata dal cervello fino a che non appare il secondo punto verde.

Mi chiedo….se il secondo punto è già nella “esperienza cosciente” non è troppo tardi per interrompere il contenuto illusorio (la traiettoria) tra esperienza cosciente del punto rosso e quella del punto verde?

Il senso comune ci induce a pensare che in questo esperimento il cervello attenda il punto verde per poi “tornare indietro” e riempire la transizione consegnando al soggetto un prodotto uniformato e corretto.

Sembra proprio che l’esperienza umana rifiuti di “fermarsi” e mentre siamo sicuri (!!) del passato e certi (!!!) del futuro non riusciamo a definire il presente.

Trovo difficile accettare che l’aspetto del tempo NON sia una illusione o nel migliore dei casi una percezione sbagliata.

Non esiste un preciso “organo del tempo” nei nostri corpi mentre possediamo “organi della vista” e “organi dell’udito”.

Tuttavia esiste un “senso interno” del tempo (una specie di porta di servizio) sepolta nel profondo della coscienza (chiamatela Anima o come volete il senso è quello!), intimamente associata con il nostro senso di identità….con la nostra incontrollabile convinzione che il futuro è ancora in un certo senso “aperto” e che può essere modellato dalle azioni che noi decidiamo di compiere.

Su questa convinzione (non la mia!) ne parlerò presto.

Anticipo che non penso proprio in un “futuro aperto” che possiamo crearci ma in un “futuro preconfezionato” …già scritto…e immutabile …..almeno su questo mondo.

I vostri commenti sono graditi…..

Evitate di darmi del pazzo….è l’unica cosa di cui sono sicurissimo nel mio presente…

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