CASOMAI

LA GENTE VUOLE MIRACOLI

Anche agli inizi del terzo millennio, come secoli fa, la gente vuole miracoli.

Si trova una statuetta della Madonna sporca di sangue e i pellegrini accorrono a migliaia.

Si pubblicano dispense dedicate alla vita di Padre Pio, con videocassetta.

I più diffusi settimanali italiani dedicano per quaranta settimane di fila servizi su chi si dice in contatto con l’aldilà.

Ogni sei mesi si ha notizia di un nuovo veggente al quale la Madonna comunica messaggi. Qualcuno la fotografa pure.

Il turismo religioso è un business che non conosce crisi tanto che vi hanno puntato gli occhi (e le mani!!) anche organizzazioni non proprio “trasparenti” . I pellegrini a Lourdes, Loreto o Pietrelcina sono in aumento.

Nascono così nuovi gruppi di preghiera e nuove sette, che colmano gli stadi.Che cosa pensare, che cosa credere? La Chiesa consiglia prudenza, indaga, esprime cautela, ma poi raramente si pronuncia in concreto. Altri alzano le spalle e pensano che non valga la pena occuparsi di questi argomenti, giudicati residui di superstizioni medievali. Non sono solo i miracoli ad attirare. Cresce una voglia di occulto, di irrazionale, di paranormale.

I maghi, i cartomanti, i sensitivi si sono decuplicati in pochi anni e i loro fatturati complessivi sono di decine di miliardi l’anno. Anche le pseudoscienze prosperano.

Terapie alternative mai dimostrate efficaci sono insegnate in aule universitarie e chiedono libertà di cura, forse anche libertà di credere in una fisica e una chimica diverse. Rabdomanti riciclati con nuovi termini operano anche per qualche istituzione pubblica inseguendo inesistenti radiazioni emanate dal terreno e sconosciute alla scienza.

Eppure in Italia sono ancora i miracoli ad andare per la maggiore.

Parlare di miracoli è difficile per vari motivi.

Dobbiamo innanzitutto chiarire che non si vuole in alcun modo mettere in discussione la fede di chi crede: però si vorrebbe analizzare i fenomeni e il loro manifestarsi.

Per esempio si può anche accettare che qualcuno creda che le anime dei defunti sopravvivano nell’aldilà; ma se si afferma che esse comunicano con noi facendo muovere un tavolino a tre gambe, si ha il diritto e il dovere di esaminare questo fenomeno: cioè se e come un tavolino si muova in modo misterioso.

Dunque in questo terreno minato dei miracoli vi è costante la possibilità di essere fraintesi e di offendere la sensibilità di chi crede e, anzi, ciò avviene quasi sempre; anche se qualcuno pensa che siano invece certe affermazioni dei credenti più bigotti a offendere il buon senso e la ragione.

Ma non bisogna avere timore: un credente deve, per definizione, credere nei miracoli del Vangelo.

Su tutti gli altri si può discutere; anzi, la Chiesa stessa istituisce apposite commissioni di indagine per verificare se un fenomeno possa essere dichiarato miracoloso o no.

Semmai, il rischio è proprio quello di trovarsi in compagnia troppo numerosa: agiografie, leggende, articoli giornalistici, inchieste, libri, commissioni ufficiali, cartelle cliniche, santoni e miracolati: il tutto spesso incerto, confuso, contraddittorio, poco autorevole, con fonti primarie di difficile reperibilità.

Il paranormale religioso è un campo d’indagine particolarmente arduo; i fenomeni paranormali “classici” infatti, studiati dai parapsicologi, se esistessero veramente violerebbero le leggi note della natura ma dovrebbero comunque obbedire a regole e leggi loro proprie.

Una volta compresi, dovrebbero essere studiabili e riproducibili nelle adatte condizioni.

Per questo si dice talvolta paradossalmente che se il paranormale esistesse e fosse comprensibile, diventerebbe “normale”. Nel paranormale religioso il fenomeno dipenderebbe invece da una divinità, ovvero da un essere personale, dotato di volontà propria (non necessariamente comprensibile all’intelletto umano), che comanda e altera a piacere le leggi naturali da lui create.

Per esempio decidendo di non operare “miracoli” in presenza di uno studioso animato da curiosità profana, ma solo in presenza di fedeli, o in modo apparentemente capriccioso.

Vi sono altre difficoltà teoriche. La scienza si occupa di ciò che è ripetibile e riproducibile. Un unicum nella storia, un’anomalia, può essere oggetto di ricostruzione storica, non di scienza sperimentale. E, come per il paranormale, si ha inoltre una definizione “in negativo”: solo se ogni possibile spiegazione naturale è esclusa, si potrebbe ammettere il paranormale o il miracoloso. Ma come essere sicuri?

Dunque è difficile evitare di porsi alcune domande, le stesse che già si ponevano Gesù sofferente sulla croce (Mt 27,46), S. Agostino e mille altri dopo di loro.

Ovvero esaminare ciò che Dio fa, ma anche ciò che non fa.

Non capiamo, infatti, perché Dio dovrebbe fare sciogliere il sangue di San Gennaro due volte l’anno e non far sciogliere il machete del guerrigliero che uccide cento bambini.

Perché le statue delle madonne dovrebbero piangere, e non invece ridere, o parlare, o muoversi. Perché Dio non fa, se vuole darci un segno, un “miracolo permanente”. Una cattedrale o magari anche soltanto un piccolo crocifisso che a dispetto di tutte le leggi naturali se ne stia sospeso per aria, fisso per sempre a tre metri dal suolo; così che tutti i fisici del mondo (e gli illusionisti!) lo possano vedere.

Perché Dio guarisce malattie come i tumori, ma perché – e non sembri grottesco – non si debba portare a Lourdes un corpo decapitato, e ecco, aspettare che Dio lo riporti in vita ridandogli una testa. Se Dio vuole, può.

Le risposte tradizionali a questi interrogativi sono state che Dio non ci vuole “forzare” a credere in lui.

  • Che Dio si nasconde.
  • Che Dio ci parla per enigmi.
  • Che noi non possiamo osare capire le sue ragioni.
  • Che il male nel mondo deriva dalla natura, o dal libero arbitrio dell’uomo.

E dunque i miracoli, quelli che invece avverrebbero, al di là dello stupore e del timore reverenziale iniziali, sono destinati a lasciarci sempre insoddisfatti.

Non possiamo fare altro che esaminare quelli più famosi, quelli ufficiali, quelli riconosciuti, e sperare di esserne convinti.

Purtroppo lo studio dei miracoli si è dimostrato anche più elusivo e difficile dello studio di avvenimenti paranormali di tipo laico.

Questo dipende in parte anche dalla protezione delle autorità religiose, le quali possono ritenere che l’evento non richieda esami e debba essere accettato per fede, oppure che le indagini debbano essere svolte da membri della religione o del culto, che già credono nella natura divina del miracolo, e secondo le loro impostazioni.

La cooperazione tra autorità laiche e religiose nell’indagine dei miracoli, come quella realizzata nella radiodatazione della Sindone di Torino, è l’eccezione anziché la norma.

I miracoli di natura non medica, e ricorrenti, che potrebbero essere analizzati dalle scienze esatte, sono assai rari.

Per esempio il miracolo (non ufficiale) di San Gennaro, il cui sangue si liquefa in modo – si dice – inspiegabile e prodigioso.

Restano le apparizioni, materia più che mai sfuggente, perché la scienza ancora non sa capire se ciò che un veggente dice di vedere ha origine dal cielo o dall’interno del suo cervello.

E infine, le guarigioni prodigiose, da sempre i miracoli preferiti dalle folle; per esempio quelle di Lourdes.

Dal 1858, anno delle visioni di Bernadette, a oggi, sono stati migliaia i casi esaminati e 67 di essi quelli dichiarati ufficialmente miracolosi.

Ma anche qui il dubbio s’insinua. Sono 37 i miracoli dei primi 50 anni, ma solo 5 quelli degli ultimi 50 (il più recente dichiarato nel 2005, ma avvenuto 53 anni prima).

Ne avvengono sempre meno, nonostante il flusso di pellegrini sia enormemente aumentato, oppure la selezione che elimina i casi meno convincenti si è fatta più rigorosa?

E soprattutto, è da sempre ben noto che guarigioni inspiegabili avvengono, pur se raramente, anche in contesti non sacri.

Senza nemmeno andare a Lourdes, alcuni malati di tumori terminali, dati per spacciati, sono guariti perfettamente; si calcola in almeno un caso su 100 mila, forse addirittura uno su 10 mila.

Una rassegna del 1989 [1] elenca 3000 guarigioni spontanee documentate di malattie ritenute incurabili, raccolte da 800 riviste mediche.

Uno studio del 1966 [2] cita 170 casi di soli tumori.

Un sito Internet [3] mette a disposizione migliaia di lavori su remissioni spontanee di moltissime malattie, tratti dalla letteratura medica [4].

Dunque, gli stessi medici evitano di parlare di guarigioni «miracolose»; chiamandole al massimo «inspiegabili». Anzi: «inspiegate» [5].

Ed è compito dell’autorità ecclesiastica decidere poi se tale inspiegabilità abbia le caratteristiche di un miracolo.

In un volume [6] di recente pubblicazione in Italia si tenta nel frattempo di fare il punto per la prima volta su questo argomento.

Ne risulta un panorama che, se fosse confermato, sarebbe di grande interesse scientifico, perché vorrebbe dire che il corpo umano ha capacità di guarigione inattese e insperate.

Non sappiamo quale sia la ragione per cui alcuni sopravvivono (effetti psicosomatici, sistema immunitario, endorfine …), ma se mai scopriremo questa ragione, sarà la scienza a farlo.

Note

[1] Kent J., Coates, T.J., Pelletier K.R., O’Re- gan B., Unexpected recoveries: Spontaneous remission and immune functioning, Adv msi Adv Health, 1986.

[2] Everson T.C., Cole W.H., Spontaneous regression of cancer. Preliminary report, Annals of surgery, n. 144, pp. 366-383, 1956; Everson T.C., Cole W.H. (1966), Spontaneous regression of cancer, Philadelphia: Saunders. [3] (www.noetic.org/research/sr/ r_biblio.html).

[4] La banca dati medica PubMed fornisce 5832 risposte all’interrogazione con i termini “spontaneous remission cancer” (www. ncbi.nlm.nih.gov/sites/entrez). Si veda anche: Magnani. M. (2005), Spiegare i miracoli. Interpretazione critica di prodigi e guarigioni miracolose, Bari: Dedalo.

[5] Corriere della Sera, supplemento Corriere salute, 24 luglio 1995.
[6] Hirshberg C., Barasch, M.I. (1995). Gua- rigioni straordinarie, Milano: Mondadori.
Luigi Garlaschelli, chimico all’Università di Pavia, è Responsabile delle Sperimentazioni del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranorale).

 

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