IL MIO TEMPOMI PRESENTO

PAPEROGA

Ho avuto diversi soprannomi come la maggior parte delle persone… di alcuni, è sicuro, non ne sono mai venuto a conoscenza ma, “Giumbolo”, “Gadget”, o “McGayver” mi appartengono e sono stati i soprannomi che, a secondo del momento “raccontavano” di me in una parola.
Ma, quello che più di tutti mi identifica e che in un certo senso si è dimostrato inossidabile nel tempo è stato “Paperoga” e anche se nessuno, mi chiama più così da moltissimo tempo è un personaggio che rivedo nel mio specchio.
Seppi del mio soprannome quasi per caso come succede sempre in questi casi…..sapevo il soprannome degli “altri” ma, pur intuendo che anch’io ne possedevo sicuramente uno, feci finta di nulla il più a lungo possibile.
Ma non potetti più nascondermi quando l’ufficiale di guardia entrò urlando in camera alle due di notte e urlò come un matto….”DOVE’ PAPEROGA? .. LA CP235  SALPA TRA QUINDICI MINUTI ….. PAPEROGAAAAAAA … SVEGLIAAAAAA!!!
Ecco….”Paperoga” ero io e come al solito buttato giù dalla branda nel cuore della notte ma questa volta, a differenza di altre, non fui chiamato per “grado e nome”….Insomma, lo sapevo da mesi che tutta la “Capitaneria di Porto di Olbia” era come un cartone animato della Disney e che anche se non si capiva da dove fosse iniziata quella abitudine, era sicuro che, appena arrivava uno nuovo, dopo una o due settimane diventava un “fumetto”.
Naturalmente anche la “Vedetta CP235” era formata da “Nonna Papera”, “Ciccio”, “Pluto” e….”Paperoga”…ecco “Paperoga” ero io!
Paperoga è un tizio che sa un sacco di cose ma non è come “Pico de Paperis” che è veramente colto e saggio….
NO! Paperoga sa di manuali comprati in edicola….di corsi per corrispondenza….ed è un autodidatta un po’ confusionario, disordinato e pasticcione.
Uno buffo e un po’ scemo ma, sempre curioso. Un “giuggiolone”, una specie di “Pippo” ma alla ennesima potenza, sempre arruffato nel corpo, nella mente e nello spirito….un ingenuo….in pratica un cretino!
Quando i miei compagni della CP235 (loro!…furono loro a darmi quel soprannome, sembra dopo che un colpo di vento mi fece volare il berretto in mare!!) vennero a sapere che “io sapevo”, si erano poi scusati perché “Paperoga” in effetti, sembra un tipo ridicolo e pensavano che me la fossi presa ma, non era il caso, perché ci avevano visto giusto e io lo sapevo quindi,….lo accettai.
Del resto, loro non avevano molto da ridere….”Ciccio” era una oca deficiente sempre affamata e che lavora come assistente di “Nonna Papera” sua zia, anche se, vista la sua enorme pigrizia, non sempre le è di grande aiuto. C’era “Nonna Papera” che rimpinzava il nipote di torte….e poi c’era “Pluto”.
Con “Pluto” andavo molto d’accordo e quando venne il momento di separarci per lui mi scappò una lacrima….
Pluto è l’unico animale della Disney che non parla…cioè, tutti i personaggi di quel giro lì sono bestie…paperi, oche, mucche, cavalli, topi, gatti e cani eppure, mentre gli altri si tuffano nell’oro, guidano macchine, preparano torte, studiano libri o fanno gli investigatori….pluto, è un cane che rimane al guinzaglio di un topo, cammina a quattro zampe e per fare la pipì non va in bagno.
Ecco, quello era “Pluto”!
I soprannomi sono sicuramente identificativi, una fonte e un fondo di verità ma, i soprannomi sono soprattutto “cattivi
I soprannomi sono “sdoganati”, sono “leggeri” e accettati come le parolacce in dialetto stretto, quelle che diventano folcloristiche e trasformano la persona in “personaggio” però hanno la stessa cattiveria che hanno le verità dei bambini.
Quelli che alle elementari sono capaci di segnare la vita di una persona per sempre.
Quelli che danno del GRASSO a chi è grasso e del MOSTRO a chi è mostro e dell’ignorante a chi lo è.
Nessuno….dico nessuno passata la terza media direbbe MAI in faccia a una persona che frequenta tutti i giorni cose del tipo: “stai zitto tu che sei un ciccione schifoso” a meno che si è a tanto così da una rissa.
Però, se tutto è tradotto e riassunto in un nomignolo, in una storpiatura del cognome, o più in generale in un soprannome allora, vale tutto.
Ci sono discendenti di famiglia che si portano dentro soprannomi che non li riguardano minimamente che però hanno a che fare con qualche membro della famiglia che secoli fa ha detto o ha fatto qualcosa che lo hanno marchiato per sempre.
Ma anche i soprannomi che ci arrivano da ragazzi, a scuola o dai colleghi di lavoro sono delle verità nascoste in una definizione che spesso sono più cattive di qualsiasi spiegazione, ma avere il soprannome di un fumetto, in fondo non è poi così male.
I fumetti sono come leggende e servono per dire cose che non si possono dire, servono a sorprenderti e non li devi capire e in fondo come dice una canzone di Eugenio Finardi….”Siamo tutti come Willy il Coyote”…e un po’ di verità in fondo esiste.

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