NO GRAZIESENSO DI COLPA

L’INDUSTRIA DELLE “OFFERTE”

Quello che vado a dire non vi piacerà e non si addice al periodo quindi sono pronto ai vostri insulti ma non riesco più a trattenere i miei dubbi. Comunque sedetevi e mantenetevi comodi perchè l’articolo è piuttosto lunghetto…

Mentre mi preparo a esporvi il mio pensiero, vado a riempire in modo generoso con abbondanti crocchette la ciotola della gatta. Lei non lo sa ma vi è dentro fino alla coda. Ma, andiamo con ordine. Natale si sa è il luogo e il tempo della abbondanza non solo in fatto di spreco ma anche della ipocrisia e del volersi bene. Di sicuro questo ultimo ingrediente non basta mai tanto è vero che ce lo ricordano tutti. Comunque la pensiate il natale ci tocca e quindi cercherò anch’io di superarlo con meno danni possibili. Il natale lo avverto particolarmente da due cose?

1- il proliferare di luci da tutte le parti, come l’euforia del consumismo estremo che ci sprizza da tutti i pori. (Ma…non ci avevano detto che eravamo in crisi?)

2- La richiesta esponenziale di donazioni per i più svariati motivi e nei modi più subdoli. (Tv, radio, bancherelle, ecc, ecc)

Certo che a natale ci si ricorda di tutti, ma proprio tutti. Anche i cuccioli di foca hanno una loro “onlus”

Ecco, questa parte del Natale mi rende isterico. Il meccanismo non lo conosco ma veniamo spinti da un sentimento dì bontà e prosperità che si viene a creare e ci incasiniamo tutti o quasi.

Non è sicuramente l’unico caso. Sono cose cicliche (e io sono ciclicamente isterico) Un po’ come quando succedono tragedie come terremoti o alluvioni e ti senti inevitabilmente assalito da uno slancio di generosità.

Un meccanismo che i promotori di iniziative di raccolte fondi lo sanno. Cavolo se lo sanno! Vedo tra loro manager spietati e esperti dì marketing rampanti che si ispirano al lato del “volersi bene” del nostro animo.

Poi oggi per radio ho ascoltato un messaggio per la raccolta di fondi per la protezione del koala. Grande rispetto, per il koala, ma oramai le associazioni che mi chiedono soldi mi fanno venire una fulminante dissenteria. (Chiedo scusa al koala).

Non c’è giorno che passa che non spunti fuori una nuova associazione etichettata “onlus” che ci chiede soldi “impietosendomi” con le facce di circostanza di testimonial quali cantante, calciatore, presentatore, scrittore, artista, politico, attore, velina di turno.

Questo sfinimento mi ha portato a delle domande. Perché tanto interesse a raccogliere soldi? C’è così tanta gente che realmente  ha interesse a salvare il mondo,  una basilica, un mare, un vegetale, un animale, un bambino? O c’è dell’altro…

Ovviamnete le associazioni dicono che è tutto a posto, tutto regolare.

Ma come si fa a sostenere che è tutto è chiaro e trasparente quando sono sotto gli occhi di tutti le indagini ed arresti per appropriazione di fondi destinati alle adozioni a distanza, l´inchiesta dell´Unione europea su alcune associazioni italiane accusate di abusi nell´utilizzo dei finanziamenti UE?
L’inchiesta “mafia capitale”. Famosa la frase intercettata da un indagato del tipo: “Tu c’hai idea quanto c’è guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”.

Nemmeno una organizzazione come Unicef, che evoca assistenza per i bambini di tutto il mondo, che  è stata infangata da uno scandalo finanziario, ci si può fidare. Per non parlare di Organizzazioni non Governative (ONG) che hanno scambiato il mediterraneo per pesca a strascico (purtroppo non in modo trasparente sulle loro attività e complicità con scafisti senza scrupoli!)

Ma se poi devo farmi partire un embolo, devo cercare di capire perché L’Aquila è ancora rasa al suolo dopo il terremoto, malgrado la montagna di soldi versati dalla nostra generosità in spot televisivi e fiumi di euro che hanno transitato per le compagnie telefoniche. Dove sono finiti i nostri soldi? Chi me lo diceeeee? .. Tut..tut..tuuutttt
Dove sono finiti i soldi per le ricostruzioni di case di altri terremotati che vivono ancora nelle baracche? E i soldi per gli alluvionati? Perché nessuno di quelli che ci hanno chiesto (implorandoci e commuovendoci) non riappaiono in TV e ci dicono dove sono andati a finire i nostri soldi?

Adesso se dovete darmi del razzista, egoista, stronzo o ignorante fatelo pure ma le mie domande o i miei dubbi rimarranno tali come la fermezza di non dare più un centesimo a questi signori per i seguenti motivi

1 – Perché in Italia non c’è obbligo di pubblicazione dei bilanci da parte delle “onlus” ed è affidata alla discrezionalità delle singole associazioni contrariarmene a quanto avviene in altri paesi occidentali e dove manca una vera e propria autorità indipendente che controlli il comportamento delle singole associazioni.

2 – Sono 350.000 le onlus italiane  e queste associazioni arrivano già milioni e milioni di euro solo tramite il 5 per mille degli italiani

3 – Ci sono troppi soldi che ruotano attorno a queste associazioni per non pensare che la carità è un vero e proprio business.

4 – Se fosse quotata, “l’economia del bene” varrebbe annualmente 400 miliardi di dollari. Questo non lo dico io ma risulta da un rapporto del 2013, sulle attività mondiali che appartengono al Terzo settore (organizzazioni non governative, onlus, fondazioni, enti caritativi, enti umanitari, cooperative)

5 – Sul pianeta sono operative circa 50.000 organizzazioni non governative (ong), che ricevono oltre 10 miliardi di dollari annui di finanziamenti. Parlo di “Save the Children”, “World Visione Feed the Children”

5 – In Italia Medici senza frontiere (50 milioni di euro); ActionAid (48 milioni); Save the Children (45 milioni); Coopi (Cooperazione internazionale, 35 milioni); Cesvi (Cooperazione e sviluppo, 33 milioni); Emergency (30 milioni); Avsi (Associazione volontari per il servizio internazionale, 28 milioni); Intersos (18 milioni); Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, 16 milioni); Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo, 16 milioni).

6 – Secondo il rapporto delle Nazioni unite, il numero dei volontari è pari a 140 milioni di persone, più del doppio della popolazione italiana.

Ora una riflessione.
Quanta parte dei miei soldi vanno a chi ne ha bisogno?

Il mio gatto sta facendo una osservazione….”ma se non dai nemmeno un centesimo non sono SOLDI TUOI”

Faccio presente al felino che io i soldi per queste problematiche li verso regolarmente ma partiamo con ordine.

Per esempio La FAO è una organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. E’ un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con il mandato di aiutare ad accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale. La FAO lavora al servizio dei suoi paesi membri per ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori dell’alimentazione e dell’agricoltura.
L’Italia è oggi il 6° donatore del sistema delle Nazioni Unite. In quel contributo ci sono anche i NOSTRI soldi.

Pensate sia tutto qui…. NO!
Il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, il cui compito è mettere le popolazioni rurali povere in condizione di raggiungere una maggiore sicurezza alimentare, migliorare la qualità della loro alimentazione, ottenere redditi più alti e rafforzare le proprie capacità di adattamento.
l’Italia si è impegnata a contribuire con 83 milioni di dollari, confermandosi il secondo donatore dopo gli Stati Uniti.
Anche qui ci sono già i miei soldi, i tuoi soldi.

Non è finita ….
La FIRST è un fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica e gode di finanziamenti internazionali, nazionali, regionali.

Sulla benzina gravitano ancora le accise per eventi e disastri passati (disastro Vajont, alluvione Firenze, terremoto del Belice, del Friuli, Irpinia, l’Aquila, alluvioni Liguria e Toscana, terremoto dell’Emila).

Ed ecco che FRU (il gatto) mi fa una osservazione. Forse dice i soldi non bastano.

Ripeto al micio che il mio disgusto non sta nel “DARE DI PIÙ ” ci mancherebbe ma che di tutti i soldi, donazioni e preghiere non arriva nulla a destinazione e che forse il flusso di questo denaro andrebbe monitorato meglio. Mi sono documentato….

Parto da un esempio. L’Airc, benemerita e blasonata Associazione italiana per la ricerca sul cancro, ha raccoglie nei week end di Pasqua (altro periodo per mettersi a posto la coscienza e “comprarsi” un posto in paradiso) vendendo nelle piazze d’Italia una gran quantità di alberelli nani con fiocchetto rosso.

Anch’io in cambio di una “offerta” (così si chiama) ho avuto un alberello che si è seccano nel giro di una settimana ma quella “offerta” dove è andata a finire?

Io spero in qualche laboratorio di ricerca ma ho qualche dubbio perché testone come sono mi sono anche messo a fare 4 conti della serva e non mi ci ritrovo.
Quegli alberelli li avranno pur comprati da qualche parte, li avranno dovuti trasportare in tutte le piazze italiane, avranno speso soldi per il materiale pubblicitario, la pubblicità per sponsorizzare l’evento sui media e Tv, il panino ai volontari, quanto sarà rimasto? Pochi spiccioli….poche crocchette!

Meglio di niente  mi dice il gatto. Ma faccio notare che una grande organizzazione come l’Airc (una per tutte) ha un presidente e un vice che non fanno questo mestiere per nulla e non penso che abbiano nemmeno una remunerazione da fame. Ma anche il personale collaterale, impiegati, segretarie, tecnici, operatori vari, percepiranno uno stipendio perché anche loro mangiano, hanno moglie e figli, si spostano, comprano. Poi ci sono i costi di gestione: locazioni, computer, telefoni, bollettini postali, comitati vari, la pubblicità, i viaggi e costi di rappresentanza, le consulenze, la benzina, le regalerie, la carta igienica, il rossetto, le matite, le tangenti, le ruberie.

Bene, alla luce di ciò, quanto rimane?

E’ già un gran successo che nei laboratori scientifici di ricerca o alle zone terremotate arrivi il 10%. Ma ho dei dubbi. Il gatto mi guarda strano mentre ad ogni passaggio sottraggo le crocchette e ne sono rimaste solo 4 nella ciotola.

Forse anche la mia offerta si è seccata come l’alberello di Pasqua nel giro di una settimana…

Ecco, mi tocca uscire per prendere le crocchette al gatto e mi rendo conto che in quel gesto i miei soldi finiscono nella filiera della marca del negozio non al gatto.

Anche l’industria delle “offerte” finisce cosi….. Ma il negoziante mi porge lo scontrino fiscale!

Ops…

 

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