ESSERE UN LAVORATORE AUTONOMO

Essere a partita iva è come essere in un cantiere aperto. Non è proprio come si dice. Se sei un “lavoratore autonomo” anche chiamato “libero professionista” di queste parole ti resta poco. L’autonomia o flessibilità non esiste sopratutto sul pagamento delle imposte.La libertà è tolta come le ferie e la malattia e essere professionista a volte vuole dire fare a “progetto” un lavoro di un dipendente che nel frattempo è al mare. Fare questo lavoro vuole dire attenersi a delle precauzioni. È come muoversi in un cantiere dove bisogna stare attenti a mille segnali e usare Dispositivi di Protezione all’occorrenza.

CASCO DI PROTEZIONE: Cercare le giuste condizioni contrattuali, retributive, psicologiche e soddisfacenti (il mobbing esiste …eccome e i capi dispotici pure). Lavorare con dei colleghi pronti ad aiutarsi in caso di bisogno sembra sembra buonismo. Neanche per sogno! Non si fa carriera fregando gli altri e nel mio lavoro occorre delicatezza.

GUANTI DI PROTEZIONE: In un nuovo ambiente occorre toccare tutto con le molle e con i guanti. Ho imparato che i successi ottenuti altrove possono rivelarsi un ostacolo. Non bisogna vantarsene e farseli perdonare. Non bisogna dichiararli perché si finisce per sembrare presuntuosi. Insomma in questo senso sono un evasore. Del resto uno dei miei motti che preferisco è proprio “Non dire bugie perché non è bello e nemmeno elegante. Non dire tutta la verità perché non serve e non è indispensabile”

CALZATURE DI SICUREZZA: Può succedere di scivolare in ogni mestiere o addirittura di perdere il posto ma se dopo anni di lavoro nessuno ti vuole non è un bel segno. Quindi molta attenzione su cosa si cammina.

CINTURE DI SICUREZZA: sapere fare più cose è una buona precauzione ma saperle fare bene ci tiene al sicuro. L’unico professionista libero è un professionista bravo. Se mi impongono qualcosa di inaccettabile, saluto e me ne vado.

CONTROLLARE FILI E CAVI: è sempre bene sapere dove siamo appesi. Informarsi sulla salute del cliente o della Azienda. Non pensarci è grottesco. Capire la serietà delle persone soprattutto sulle scadenze bancarie ci evita di fare brutte cadute.

NON SALIRE O SCENDERE DAI PONTEGGI: non cercare scorciatoie pericolose. Tradotto, certi nomi in un Curriculum è meglio non averli.

NON GETTARE MATERIALI DAI PONTEGGI. Capire quali sono le persone da non frequentare, le bande da non associarsi e i posti da non bazzicare. Così se si cade non ci si fa molto male.

VIETATO L’INGRESSO ALLE PERSONE NON AUTORIZZATE. Molti considerano una professione come una fortezza e ragionano con “chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori”. È una forma di egoismo vergognosa. Una amnesia colossale. Vi ricordate che “fuori”, all’inizio, eravamo tutti?

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