L’INNO NAZIONALE

“popporopoppopoppopo… Frateeeelli d’Itaalia….ecc ecc”
Fino a qui l’inno nazionale (!) quello che conosciamo molto bene quando gioca la nazionale di calcio. Cantato, sussurrato, stonato, balbettato ma in quello ci riconosciamo tutti (o quasi!). Mi ricordo che da bambino quando lo sentivo scattavo in piedi sulla sedia e lo ascoltavo con sacralità.
Ma voi cosa sapete su questo inno?Bhe…. È di sicuro un “inno patriottico”. Si chiama anche inno di Mameli o meno noto “il canto degli italiani”…ed è PROVVISORIO come i precari, le supplenze, e i nostri politici… No, sbagliato, quelli sono una costante di contraddizioni…. Lo specchio della nostra nazione. Di sicuro NON è un “inno nazionale” nel senso stretto del termine proprio perché NESSUNO lo ha detto ufficialmente e quindi stando alla burocrazia italica ha la stessa valenza di un qualsiasi altro canto.
Perché per esempio non adottare come inno italico che ne so….”viva la mamma di Edoardo Bennato” o una tipica “tarantella” che meglio ci rappresenta.
Magari pensavo….prendiamo le prime strofe dell’inno tedesco, poi altre due da quello francese, le mixiamo con quelle libiche o tunisine e di sicuro esce con un “copia e incolla” ciò che ci rappresenta meglio. Una specie di zuppotto di polenta, pizza, fritto misto e kebab.
Meglio ancora io lascerei che ognuno di noi scegliesse un canto personale che lo rappresenta così non facciamo torto a nessuna categoria di uomini, donne, omosessuali, gender, partiti, sindacati, pensionati, alpini, disperati e omuncoli passando da tutte le categorie di settore riconosciute e non.
Ma proprio mentre facevo questa strampalata acrobazia mentale ecco che leggo su un quotidiano che qualcosa bolle in pentola.
———– dal Corriere.it——
Ha impiegato ben 71 anni, ma alla fine l’Inno di Mameli- Novaro ce la sta facendo: ancora un passaggio in Senato e diventerà finalmente l’Inno ufficiale della nostra Repubblica. Non tutti lo sanno, ma fino a oggi nelle manifestazioni ufficiali, nelle scuole, prima delle partite di calcio internazionali, in mille occasioni legate alla nostra vita civile e militare, le bande hanno eseguito un brano musicale che rappresentava solo «provvisoriamente» il nostro Paese: non è citato nemmeno nella Costituzione.

Ma forse ce la faremo, infatti il 25 ottobre 2017, la commissione Affari Costituzionali della Camera ha in sede legislativa, la proposta di legge, primo firmatario il deputato Pd Umberto D’Ottavio, che riconosce come Inno nazionale della Repubblica Italiana i versi di Goffredo Mameli musicati da Michele Novaro. Il provvedimento passa ora al vaglio del Senato. E c’è da sperare che si faccia presto ma sono in parecchi a non crederci

Tra le tante incomprensibili anomalie italiane, c’è anche questa: nessuno si è occupato, per più di un settantennio, di «promuovere» l’Inno di Mameli-Novaro al rango di rappresentante musicale ufficiale del nostro Paese. È tempo di chiudere un capitolo estenuante, e anche un po’ grottesco. Nessun Paese europeo, e nemmeno nel resto del Pianeta, si fa rappresentare da un «Inno provvisorio». Almeno quello, che sia definitivo. Rassicurante perchè «ufficiale». Al di sopra di qualsiasi dubbio o contestazione.
——- fine ——

Siamo sicuri che sia la volta buona? Mah… Legislatori d’italia…. Non stonate! Non toglieteci anche il “popporopoppopoppopo”

[Fonte: http://www.corriere.it/video-articoli/2017/10/26/inno-mameli-sta-diventare-ufficialmente-l-inno-d-italia/d6d4d3d4-ba21-11e7-b70e-7d75d3b9777f.shtml]

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