REGOLE DI COMUNICAZIONE NON OSTILE

Se ci fosse un monte Sinai e un Mosè del terzo millennio scriverebbe i 10 comandamenti che suonerebbero più o meno così ( con istruzioni per l’uso) naturalmente non su delle “tavole di pietra” ma sul “Cloud”.

  1. Tra il VIRTUALE e il REALE la differenza è invisibile. Sui social meglio dire e scrivere solo cose che si ha il coraggio di dire di persona guardando l’altro negli occhi. In caso contrario non fatelo. Eviterete di apparire piccoli e ridicoli.
  2. La “Cosa” che mi rappresenta di più è la mia parola. Non è il modo di vestire o il ciuffo dei capelli. Quindi ricordatevi che siete ciò che scegliete di raccontare. Ogni volta che non si riesce a mantenere la parola data è come avere buttato nell’umido una parte di se stessi.
  3. Le parole danno forma al pensiero. Espresse male si trasformano in un altra cosa. Non siate impulsivi nel rispondere. Prendetevi il tempo necessario.
  4. Nessuno ha sempre ragione. (nemmeno io!). Prima di parlare bisogna ascoltare con onestà e apertura, senza cadere in  preconcetti o in luoghi comuni.
  5. La parola avvicina. Farsi capire, comunicare, vuole dire integrarsi
  6. Ogni parola ha una conseguenza. Piccola o grande, piacevole o meno comunque aspettatela!
  7. Non condividere idee o parole senza averle prima lette, valutate, comprese. (Vale anche per queste regole)
  8. Le idee si possono discutere ma le persone si devono rispettare. Non trasformare in un nemico da annientare chi sostiene opinioni che non condividi.
  9. Gli insulti non sono mai argomenti. Non accettate mai insulti e aggressività nemmeno a favore della vostra tesi. Applicare quanto detto da J.F. Kennedy: “perdona il tuo nemico ma non scordarti mai il suo nome”
  10. Spesso la scelta migliore è quella di tacere. Anche il silenzio comunica
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