AVETE ROTTO (lo urlo!)

Sono impastato mondo del lavoro  dal 1980 e gli ultimi 20 li ho passati come libero professionista (con poca libertà e con la professionalità schiacciata dalla mediocrazia) anche nell’ambito della formazione scolastica.
In questo tempo ho fatto, visto e mi è capitato di tutto: interventi presso clienti “fuori di testa” in ore assurde del mattino o in giorni festivi, dirigenti di aziende private e pubbliche  che all’ultimo momento non ti ricevono perché hanno cose più importanti che dare retta a te o al tuo progetto e devono salvare il mondo.
Assalti alla baionetta lottando con eventi climatici come trombe d’aria, temporali e nevicate che ti distruggono la tua macchina (unico capitale della tua attività), crisi di identità  di ogni genere e sorta, combattimenti all’ultimo nichelino di euro con amministratori delegati di multinazionali con manie di onnipotenza  e tasche cucite. Insomma, la sintesi di un lavoro che per sua stessa natura mi avevano descritto come una strada incerta e mutevole. E quindi ci sta. Ho dovuto però studiare in continuazione, lottare per il diritto allo studio, soffrire e ignorare le offese, piangere e accontentarmi, guardarmi alle spalle da colleghi infami, incazzarmi e stancarmi fino ad arrivare ad un infarto. Sono stato alle dipendenze di persone con il titolo di studio di terza media senza appellativi che precedevano il loro nome come dottore, ingeniere, professore, ecc. Persone comunque che sapevano cosa volevano,  esigenti ma capaci, persone corrette dal punto di vista professionale e umano e puntuali nelle scadenze (soprattutto quelle bancarie).  Ho conosciuto anche imprenditori senza scrupoli (con tre lauree e master) che non mi hanno mai pagato. Tutto senza la rete di protezione di contratti sindacali che mi avrebbero consentito “serenamente” di ammalarmi, slogarmi una caviglia a calcetto alla domenica per stare a casa il lunedì, fare ferie “pagate”, ottenere vantaggi sociali che addirittura mi avrebbero permesso  di riprodurmi con tutti i benefit dovuti al genitore senza preoccuparmi del fine mese.
Allora ero sicuramente un giovane polemico inesperto e “rompi scatole” e ora sono un adulto polemico e un professionista ma sempre “rompi scatole”. Comunque ho avuto le mie chances: ho fatto quindi la gavetta, sono cresciuto, ho preso anche degli aumenti sul campo che non avevo chiesto, non mi sono mai affezionato ad una azienda o a un marchio o a una determinata categoria lavorativa ma, unicamente al mio lavoro, ho potuto fare le mie scelte, compresa quella di dire che quella vita così com’era non mi apparteneva più (ma questa è un’altra storia e, forse, un altro post).

Dopo questo preambolo arriviamo alla questione.

Ultimamente sono nauseato da stupiti imprenditori, dirigenti, politici e docenti che piangendosi  addosso rimangono stupiti perché non vedono più “giovani disposti a lavorare/sacrificarsi/fare la gavetta/crescere/prendersi responsabilità e inchinarsi davanti allo loro mano tesa “perché “arrivano qui e poi magari dopo un paio di mesi non si trovano  bene e se ne vanno e noi dobbiamo ricominciare da capo”.

Come questo sia possibile si fa finta di non comprenderlo ma è chiaro e reale.

Abbiamo passato gli ultimi 15 anni con la scusa di una serie di crisi economiche pilotate ad arte da poteri economici e cavalcate da politici di ogni razza e colore che ripetevano fino allo sfinimento a studenti, stagisti, amici, parenti, figli, nipoti, che:

  • il mercato del lavoro è  cambiato. Peccato che non dicono che siete voi la merce sul bancone.
  • bisogna essere flessibili, disponibili e reperibili. (Non hanno comprato la tua professionalità ma la tua vita anche intima)
  • il posto fisso è superato anche alle poste (per i politici ci stiamo lavorando)
  • Lavoratore autonomo è bello perché sei più libero e puoi “scalare” la benzina. Le scadenze periodiche tra pagamenti di IRPER, IRAP, IVA, ENASARCO, ASSICURAZIONI SU MALATTIE E INFORTUNI, COMMERCIALISTA, ANTICIPI SUL REDDITO, LEASING sono solo formalità (fino quando ti chiama la banca e ti guarda di traverso con un occhio mentre con l’altro adocchia la tua casa)
  • non ci sono certezze quindi nessun lavoro ripetitivo ti annoierà (di ripetitivo solo riunioni al lunedì con stessi argomenti e i controlli della Agenzia delle Entrate)
  • bisogna avere competenze diversificate quindi continui e snervanti corsi di aggiornamento (a tue spese) e interminabili riunioni sul fatturato
  • bisogna essere disponibili a cambiare città o addirittura Paese ma così impari una lingua. La famiglia può attendere tanto te la godrai alla pensione (no. Non dico niente…..troppo facile!….come sparare sulla Croce Rossa)
  • bisogna saper parlare 12 lingue a 22 anni (non commento!)
  • l’esperienza è più importante dei soldi e la devi avere entro i 18 anni altrimenti niente stage, tirocini, apprendistato che fanno curriculum.
  • Se non trovi lavoro non c’è problema perché poi con un concorso ti assumiamo nella pubblica amministrazione che resta il nazionale ammortizzatore sociale.
  • Se anche così non trovi un lavoro si interviene con una agenzia interinale o qualche centro di avviamento al lavoro composto da precari (ma motivati) che ti potranno aiutare con un “corso di formazione” (ehm….paghi tu vero?)
  • Quindi…..tranquillo! Monitoriamo noi le statistiche e faremo in modo che almeno sulla carta la disoccupazione (degli altri) sia tendente a zero così stiamo in europa (“E” minuscola)

Ecco tutto questo lo hanno detto anche a me e alla mia generazione, peccato che si sono dimenticati di dirci la parte scritta in corsivo.

Continuando a dire ste cose, loro (i giovani) hanno imparato, perché vedete, i giovani appunto, saranno anche “bamboccioni” ma sono intelligenti e se manchi loro di fiducia e “li freghi” è la peggior cosa che puoi fare. Quindi, fate il santo piacere di smetterla con il dire che “adesso faremo incentivi sulla assunzione di giovani bla bla bla” vi assicuro che non ci crede più nessuno almeno che sto giovanotto palestrato a cui vi rivolgete non sia un “disperato” che viene da zone tipo Libia o Pakistan e già non vi conosce come fama. Tanto è vero che i ragazzi nostrani si sono già adattati. Hanno trovato nuovi modi e nuove forme e adesso, quando li volete ligi, ossequiosi e obbedienti dietro al tavolo per la cena, ad un banco di scuola, una scrivania di un ufficio, o macchina utensile o che pendono dalle vostre labbra per 12 ore al giorno per meno di 900 euro lordi al mese ecco che vi urlano dietro un bel….”ci avete rotto”. I più scaltri si sono già evoluti e il loro disprezzo ve lo inviano con un “non voto” stando all’estero e mandandovi a quel paese che tradotto vuole dire “ci avete rotto”.

Non sviluppano nessuna affettività nei confronti di una azienda, vi vedono solo come un bancomat che, al limite, può insegnargli una cosa nuova da vendere al prossimo giro.
Non si sacrificano più fuori orario per il bene supremo di una società che se ne frega di loro e li illude di un prospero futuro che appartiene solo a chi guadagna sulle loro spalle.
Non considerano un’opportunità dividere solo le responsabilità e gli insuccessi ma non i profitti, hanno altre logiche di professionalità  che si traducono in:

  • mi dici cosa vuoi. Punto.
  • ok, lo faccio. Punto.
  • mi paghi e …. ciao!

e hanno regole di vita più chiare di quanto credete. Molto chiare!

  • mi piace il mare quindi, non ci rinuncio. Punto
  • vai di nuovo a quel paese te e la tua reperibilità. Mi avete rotto. Punto
  • vado 3 mesi a Santo Domingo. Fine del discorso.

Non comprano casa (glielo avete impedito) e quindi non glene frega niente di quello che voi chiamate famiglia. La famiglia l’avete disfatta con divorzio, unioni civili e provette. E poi che se ne fanno di una casa e dare da mangiare a una banca con un mutuo che non finiranno mai di pagare?  (tanto magari domani parto per Sidney a imparare come si addestrano i canguri).

E tutte queste cose continuano da oltre 15 anni. Strascico di una crisi creata da voi. Prima la caduta di 2 aerei su dei grattacieli, poi armi di distruzione di massa  da trovare in Iraq (le state cercando ancora), poi con la scusa di levarvi dai piedi un dittatore come Gheddafi o Saddam avete consentito ad altri fanatici di emergere. Voi con in testa una “europa” (“E” sempre minuscola) mentre a loro (ai giovani) avete lasciato nelle chiappe un “medio oriente a dir poco incazzato”. In questa situazione siete stati formidabili (ve lo riconosco) ad avere mantenuto i vostri capitali al sicuro in paradisi fiscali che ben vi guardate di invadere. Avete cavalcato frasi tipo ” Sai, il tuo contratto scade tra 1 settimana e non te lo possiamo rinnovare (facce tristi di circostanza) e poi, il tuo profilo professionale è troppo alto per noi (pacche sulla spalla e tanti auguri)”. Per poi assumere dopo una settimana il prossimo illuso per incassarsi il contributo statale. 15 anni di stipendi da fame, ingiusti e senza prospettive (e i sindacati naturalmente in silenzio ……) per poi, colpo di scena, trasferimento della produzione in Cina. Via tutto, capannone, attività, macchinari e i finanziamenti dello Stato. Imprenditori alla “Schettino” hanno fatto naufragare ammiraglie di Aziende abbandonando la nave in tutta fretta tenendo tra le mani i loro vitalizi.

Con licenziamenti giustificati sempre con la stessa scusa di una crisi e a volte costringendo padri di famiglia a dimissioni volontarie ma “forzate” (l’ho visto, lo giuro!) mentre un sindacato compiacente faceva finta di girarsi dalla parte opposta per non vedere o forse era occupato a fare altro. Alternanza, non di scuola-lavoro ma di una apparente e speranzosa ripresa economica sempre a ridosso di imminenti elezioni o per addolcire la pillola di “manovrine” in nome di una europa (“E” ancora minuscola!) per poi ritornare ciclicamente poco dopo, sotto il ricatto di contratti sempre precari e sempre in scadenza, solo che questa volta i lavoratori sono persone “da integrare” nel nostro modello di democrazia/modernità. (Casualmente certi sindacalisti diventavano segretari di partito o ministri)

E così è arrivata (finalmente) la trasformazione genetica o se volete la terza generazione, che vi ha disorientato perché a queste persone l’idea di stare 20 o 30 anni nella stessa azienda a sudarsi 100 euro lordi d’aumento ogni 5 (quando va bene), fa venire la gastrite.

Leggo da un Curriculum…..ormai tutti pateticamente uguali, fatto con un modello insegnato a scuola in quelle lezioni che ti illudono che la tua vita stia cambiando dal titolo “come scrivere un curriculum vincente”. Insomma, un copia-incolla, dove tra tante cose spicca:

Disponibile, preciso, professionale, determinato e con voglia di intraprendere una nuova carriera lavorativa.” Azz….Ok….. Lo chiamo! Vedendo in quelle righe come ero.

Oggi quel giovane candidato rampante non si è presentato al colloquio e non ha chiamato nemmeno con una scusa banale, che ne so, il gatto isterico da curare, la litigata con la ragazza di turno, malesseri strani, invasione di cavallette ….nullaaaaa!

Probabilmente qualche anno fa mi sarei infuriato. Oggi dal profondo del cuore sorrido e penso che quel ragazzo in fondo, ha ragione e voi (io) avete rotto.

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