NON DEFINITO

LA MACCHINA DEL TEMPO

ora

Si viaggia sempre meno nel tempo ma si viaggia sempre di più nello spazio.
Si percorrono distanze sempre più lunghe ma non ce ne accorgiamo.
Un Milano Roma poteva impegnarci un giorno intero qualche decennio fa.
Adesso poche ore.
Abbiamo sonde che sono al confine dello sistema solare partite quando molti di noi erano dei ragazzi ma quando ne parliamo sottolineiamo solo dove sono adesso e quanta strada hanno fatto…quanto spazio hanno percorso.


Pochi provano a rivivere quel percorso per come eravamo in quelle epoche come se ognuno di noi non ricordasse una esperienza svanita per sempre.
Mi ritrovo in una stazione dopo tanto tempo.
È sempre stata lì ma non la riconosco mentre ero impegnato a fare dell’altro.
Eppure in quel posto non c’erano persone chine sul proprio smartphone dove nessuno parla con nessuno.
In quella stazione bere del vino era poco educato e i ragazzi si alzavano per cedere il posto ad anziani o a donne.
Le mamme, compresa la mia, dividevano tra familiari panini imbottiti e torte fatte in casa sempre corredate da tovaglioli che venivano recuperati e mai buttati in terra.
Forse adesso con hamburger e patatine con salsine di tutti i colori si cerca il sapore non più nel gusto del cibo ma nella soddisfazione di non essere stati avvelenati.
Ma la stazione è sempre la stessa solo che il biglietto si fa in una macchinetta che nemmeno ti saluta.
Ben diverso il sorriso del bigliettaio alla mattina alle 6:00. E già a quell’ora si notavano i sorrisi della gente e non solo cappucci e facce assonnate
I treni arrivavano in orario anche se i vagoni erano fatti per lo più di legno.
Questo materiale non esiste quasi più nel “regionale” che si sta fermando davanti a me insolente con il tempo….sempre in ritardo …. sempre senza tempo.
Vedo molte persone con valigie con rotelle portate con evidente o apparente disagio.
Eppure in quella stazione nessuno si lamentava con quelle valigie di tela e in certi periodi tenute con uno spago.
Il tempo è cambiato ma pochi se ne sono accorti…..forse la nostra follia di viaggiare sempre più velocemente non ci ha fatto notare il mutare delle cose.
Non ho idea di quando la valigia ha messo le ruote e come lo abbia fatto.
Ma non ricordo nemmeno il passaggio dalla torta al panino del distributore.
Non mi sono accorto del bigliettaio e nemmeno della maleducazione che trasuda in quella stazione.
Provo a parlare con un ragazzo seduto vicino a me, ma dopo una mezzora di monologo si leva un auricolare e mi guarda come uno scappato da casa.
Mi saluta (sono contento che mi abbia notato) e scende prima di me.
Se il passato è l’ombra del presente anche quel ragazzo indica chi siamo e chi saremo e forse ritornando in quella stazione tra molti anni proverà nostalgia in un tempo dove tutti parlavano solo con uno smartphone e forse anche lo stesso treno o quel modo di viaggiare con accanto uno come me sembrerà solo una attività del tutto obsoleta.
Forse la macchina del tempo esiste da sempre ma noi guardiamo nel nostro viaggio solo il paesaggio e non come lo abbiamo percorso l’ultima volta perdendone i pezzi.

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