CASOMAIIL MIO TEMPOMI PRESENTOtempo

CERTI LIBRI FANNO MALE…………


Quando ho letto per la prima volta “OTTICA dell’Istituto Editoriale Universitario” avevo meno di 18 anni…..era l’estate del ’78 ….un mattone di 774 pagine.
Era l’estate che avevo in mente di cambiare qualcosa e invece non cambiai niente.
Quel libro, per tante ragioni (studio, interesse…passione) era un qualcosa di cui non riuscivo a staccarmi e comunque si dimostrò un buon aiuto..una base per la mia vita lavorativa.
L’ho ritrovato in questi giorni in fondo a uno scatolone.
Ricordo poco di quel libro…è pieno di enunciati di fisica quantistica, di teorie sulla luce, di formule ma…ricordo bene chi ero io mentre lo sfogliavo.
Si!…..ricordo benissimo chi ero!!!
Ricordo di una storia che volevo chiudere ma che non chiudevo, della mia indecisione di andare avanti negli studi ma, nello stesso tempo chiamato dal desiderio di andare lontano da tutti…..cicli che si ripetono….
Quel senso di inettitudine e di impotenza.
Ricordo anche il caldo di quella estate, passata tra corse sui treni e le acque del fiume Ticino con mio padre.
Ricordo la nazionale italiana dei “Mondiali di calcio in Argentina”….il gol di Bettega….
Ricordo che non era un periodo stupendo ma che lo sarebbe diventato da lì a poco ….il migliore periodo della mia vita.
Quel periodo mi ha abbagliato e continua a farlo ancora lanciandomi segnali nel tempo pur essendo quel tempo rimasto là tra libri, un fiume e le zanzare ma, come un faro lo vedo ancora anche se lontano.
Se risfoglio quel libro, tra le pagine vedo ancora i miei appunti scritti a matita ed è strano perché, se guardo bene, non solo mi accorgo che la mia calligrafia è cambiata come il mio aspetto  ma che tutto quello, mi ripropone quel Tiziano lì, di quel periodo….come se uscisse dalle pagine che odorano di cantina e se ne va in giro in un tempo che non gli appartiene.
C’è qualcosa di irrimediabilmente crudele e di troppo malinconico nello scoprire quei tratti di matita.
Ho richiuso quel libro e riposto rispettoso nello scatolone dove merita il suo giusto riposo.
A volte certi libri fanno male ma loro non ne hanno colpa.

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