IL MIO TEMPO

E dopo?

Stiamo passando settimane nelle nostre case, ma in ciascuno spicca una attenta osservazione di ciò che si sta configurando nel mondo che vuole dire “là fuori”. Tutto il mio tempo è dedicato al lavoro online, per l’azienda e per la scuola alla creazione di progetti (ops! ho sbagliato termine…non vorrei dare false illusioni), Volevo dire di iniziative per raccogliere gli strumenti che serviranno “dopo”. Ma, anche se tutti parliamo di questo “dopo”, mi sto sempre più rendendo conto che un vero dopo non esisterà. Non sarà possibile!

Sono sempre più d’accordo con chi afferma che  “Questa crisi irrompe nel mezzo di un processo già in atto da tempo e ne accelera straordinariamente i tempi”. (Massimo Cacciari, intervista all’Huffington Post – 5/4/2020). Questa frase raccoglie due concetti..Il primo è ciò che sto dicendo dal primo giorno, ovvero che tutti i cambiamenti che si stanno attuando ora  non sono innovazioni ma sono “accelerazioni di processi già in corso da tempo”, che ora siamo stati costretti a vedere.

La seconda è il concetto della “storia” che non ha fini e coinvolge il concetto di “tempo” Non ci sarà un dopo e aspettarlo ci renderà terribilmente delusi. C’è solo un durante, un momento “presente” che ci tiene tutti al palo…..come dei cavalli in un palio…..pronti a scattare come molle per “arrivare primi”. E poi la “Storia” che si ripete nella nostra piccolezza…..l’indifferenza della gente, il pretendere che tutto dovrà essere come prima (nei rapporti sociali….nel tenore di vita).

La stessa indifferenza che faceva girare dall’altra parte il vicino di casa quando “deportavano” il “diverso”…..assisto a grigliate improvvisate dai vicini raggirando furbescamente le regole mentre muoiono ancora 500 persone al giorno oppure suonare la “maccarena” alle 18;00 come se fossimo bicchiere alla mano in spiaggia di Cesenatico per il drink. Sono intervenuto e naturalmente c’ho fatto la mia porca figura.

E non parliamo per favore di “Guerra”. Noi italiani non riusciamo a vincerne una senza “aiutini”. Governi precedenti hanno mandato gli alpini sul fronte russo con le scarpe con suola di cartone….governanti attuali infermieri e medici senza protezione contro un temibile nemico. Per loro (i politici di ogni colore) nessuna stima da parte mia!

Non ci sarà una parata di liberazione, non ci sarà un giorno di festa nazionale da segnare sul calendario: non ci sarà una fine e un nuovo inizio. Forse metteremo una bandiera alle finestre sperando che più di un “italiano” non la metta al contrario.

Dovremo stare più distanti e questo ci farà desiderare di essere più vicini ma, capiremo finalmente chi “ci è stato vicino” senza abbracci falsi di circostanza. Personalmente mi mancheranno tanto le “strette di mano”. Quella che mio padre mi aveva insegnato. Con una stretta di mano si faceva quello che adesso fanno i notai. Spesso era un accordo (e guai a non mantenerlo), altre volte un saluto e dal tipo di stretta capivo se era sincero, se era un addio o semplicemente era un rito.
Per poter avere il contatto e la vicinanza (anche fisica) che ci serve per rendere degne le nostre vite, (situazione già vissuta ai tempi dell’HIV) dovremo creare dei “ghetti”  sociali di fiducia, tra persone la cui condotta (sembra incredibile, ma stiamo parlando di condotta igienico-sanitaria) ci rassicura e con i quali potremo accorciare le distanze. (vedo una forma nuova di discriminazione alle porte)

Stiamo imparando che Amore, Tempo, Morte collegano ogni singolo essere umano sulla terra, perché in realtà, a conti fatti, noi desideriamo l’amore, vogliamo più tempo e temiamo la morte.

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