ISTRUZIONI DA PRENDERE CON LE MOLLE

 

Ogni tanto ricevo una delle solite catene che alla faccia della privacy mi viene inviata con tutto l’elenco degli indirizzi email dei destinatari. Naturalmente mi mandano le solite stupidate con tanto di sventure se non me ne sbarazzo inviandole  ad almeno altri 10 o 20 vittime
Segue qui un estratto di tutto ciò, ma ho tolto la parte che reputo idiota e ho tenuto ciò che ho trovato interessante, e ora ve lo posto, così uno se lo legge senza dover fare le solite cavolate che si fanno quando legge una catena, e risparmiandosi tutta la parte: “se lo mandi a TOT persone, entro Tot giorni ti succederà questo e quello…”

Non le voglio intitolare come “ISTRUZIONI PER LA VITA: “… non  sono sicurissimo che funzioni ….anche perché più di una l’ho collaudata nella mia vita ma NON FUNZIONA.!!!
Quindi facciamo così…..leggetele…e se volete correggere qualcosa….ditemelo

•    Non credere in tutto quello che ascolti,

•    Non spendere tutto quello che possiedi,

•    Quando dici “ti amo”, dillo sul serio,

•    Quando dici “mi dispiace”, guarda negli occhi la persona a cui lo dici,

•    Non prenderti gioco mai dei sogni degli altri,

•    Ama profondamente e appassionatamente anche se  puoi uscirne ferito,

•    In caso di disaccordo, sii leale.

•    Non offendere non giudicare gli altri per i loro parenti,

•    Parla lentamente, ma pensa con rapidità.

•    Se qualcuno ti fa una domanda alla quale non vuoi rispondere, sorridi e chiedigli: ‘perché vuoi saperlo?’

•    Ricorda che il più grande amore e i maggiori successi comportano i maggiori rischi.

•    Chiama la mamma,

•    Quando perdi, non perdere la lezione.

•    Ricorda le tre “R”: Rispetto verso te stesso. Rispetto verso gli altri. Responsabilità per tutte le azioni.

•    Non permettere che un piccolo disguido danneggi una grande amicizia,

•    Quando ti rendi conto che hai commesso un errore, correggilo immediatamente. (Di solito ne combino due……no!….meglio accettarne le conseguenze)

•    Sorridi quando rispondi al telefono  chi ti chiama potrà sentirlo dalla tua voce.

•    Sposati con qualcuno a cui piaccia conversare: quando sarete anziani, la vostra abilità nel
conversare sarà più importante di qualsiasi altra cosa.

•    Passa un po’ di tempo in solitudine,

•    Apri le braccia al cambiamento, però non disfarti dei tuoi valori.

•    Ricorda che il silenzio è, a volte, la migliore risposta.

•    Abbi fiducia in Dio, ma chiudi bene la tua auto.

•    Fai tutto il possibile per creare un ambiente tranquillo e armonioso,

•    In caso di disaccordo con i tuoi cari, dai importanza alla situazione presente, non rinvangare il passato,

•    Leggi fra le linee e condividi le tue conoscenze. È un modo per ottenere l’immortalità.

•    Sii gentile con il pianeta.

•    Non interrompere mai qualcuno che ti sta mostrando affetto.

•    Una volta all’anno visita un luogo nel quale tu non sia mai stato.

•    Se guadagni molto denaro, mettilo a disposizione per aiutare gli altri quando sei ancora in vita.

•    Ricorda che non ottenere quello che vuoi è, a volte, un colpo di fortuna.

•    Impara tutte le regole e poi infrangine qualcuna.

•    Ricorda che la migliore relazione è quella in cui l’amore fra due persone è più grande della necessità che hanno una per l’altra.

•    Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui dovresti rinunciare per ottenerlo.

•    Abborda l’amore e la cucina con un certo temerario abbandono. (questa la devo ancora capire!)

E ALLORA COSA VORRESTI FARE?…

 

La sua domanda mi prese disorientato…..”E allora cosa vorresti fare?”
Risposi: “sono a terra…. vorrei andare su una montagna e starmene da solo!..ecco cosa voglio!” e questa fu la mia secca risposta quasi scorbutica, dettata dall’istinto.
Un istinto guidato da rabbia, delusione e nostalgia.
Non è la prima volta che succede…l’ho messo anche in pratica come una fuga dalla realtà e mi ha fatto bene ma adesso è diverso.
Mi accorsi subito dopo che in quella frase, era racchiusa tutta la mia storia e nello stesso tempo diventava una medicina o un calmante per il mio malessere.
L’alto e il basso, il sopra e il sotto, fanno cambiare la prospettiva rendendo tutto più piccolo ma sono anche due coordinate spaziali fondamentali dove, si possono trovare molte metafore del l’agire di Dio e dell’anima (la Bibbia ne è piena)
L’alto è il luogo dove è collocato Dio per i cristiani e avverbi come “lassù” e “in alto” sono come segnali stradali che ne indicano il percorso per trovarlo.
Anche la stessa immagine di ‘alto’ o di ‘rialzarsi’ è assoggettata alla idea di salvezza.
Il fedele non prega semplicemente …il vero fedele “innalza” preghiere verso un “alto luogo” dove abita Dio anche se nella Bibbia da quel poco che capisco il movimento determinato del rapporto con Dio non è la salita dell’uomo al cielo ma la discesa di Dio (qui lascio agli esperti correggermi).
Ho quindi pensato che ció che mi fa dare quella risposta se dettata dall’istinto non è solo un desiderio di salita o di fatica fisica ma qualcosa d’altro.
È il desiderio di alzare la testa sopra il mio orizzonte per vedere oltre a un destino che non riesco più ad aspettare e questo l’ho sempre fatto nel tentativo di ingannare il tempo che non è mai davanti a me come un futuro che arriva….ma mescola i suoi tentacoli nello spazio come un gioco di prospettiva.
Tanti anni fa mi mandarono per “servizio” una settimana al “faro”…non so come ma, dovevo essere di aiuto a una persona che vi abitava ma che sinceramente non aveva bisogno di un impiastro di 20 anni come me.
Un tipo grosso, una specie di armadio ma di poche parole.
Quella torre, quel faro era la sua casa, la sua vita il suo mondo e la sua montagna.
Mi disse subito di stargli lontano per il periodo di permanenza che lui non voleva compagnia.
Il suo compagno era il mare e giuro l’ho visto parlare con il mare il vento e la pioggia…eppure non ce l’aveva con il mondo anzi…. credeva in Dio e diceva che la luce del suo faro la vedeva anche Lui.
Per me era solo in pazzo che avevano trovato per mettere su quello scoglio e che ogni tanto andavano a trovare per capire se era vivo o “ciucco” tradito …
Con il tempo compresi perchè si prendeva cura in forma maniacale di quel faro come se per lui fosse un enorme cero da tenere acceso.
Ho capito tardi e solo da poco perchè come un eremita si chiudeva in se stesso e non voleva saperne del resto del mondo …saliva lungo una scala a chiocciola in cima e se ne stava li per ore.
Lui in cima alla sua montagna con la sua luce
Penso che sia questa la risposta di tutto…
Ciascuno di noi con i suoi ritmi ha bisogno di salire sulla sua montagna con lo scopo di assicurarsi che quella luce sia ancora accesa.
Non importa che tipo di montagna …o che tipo di torre …e io adesso ne ho bisogno.

59 STUPIDATE CHE MI APPARTENGONO

 

Ogni anno aumento l’elenco delle mio stupidario che viaggia pericolosamente e direttamente in proporzione con l’età…. Bene ecco l’aggiornamento:

01. Mettere per sbaglio al supermercato parte della spesa nei carrelli degli altri e cercare di fare capire alla moglie come ti sei dimenticato dell’unica cosa che non potevi dimenticare
02. Salutare qualcuno per strada per sbaglio.
03. Sbattere contro una porta o qualcosa di trasparente.

(altro…)

NON ERO PRONTO….

Te ne accorgi sempre dopo.
Quando tutto è successo, o quando è successo e ti guardi intorno e dici: “ma …cavolo…. io non ero pronto!”
Non ero pronto per essere “gemello”
Non ero pronto per i primi occhiali
Non ero pronto al primo giorno di asilo
Non ero pronto per essere interrogato.
Non ero pronto a tuffarmi….. (altro…)

LO FACCIO!!!!

Si, lo so….anch’io so essere cattivo.. lo faccio!!! E ne sono consapevole………..nessuna giustificazione.

L’ho fatto quando volevo rompere con un passato , lo faccio quando voglio separarmi da un lavoro o da una persona che non ha più ragione di essere.

Lo faccio sempre sbattendo la porta e nel modo più brutto possibile, mettendomi nella parte di chi non vede e non sente.

Del resto è facile, molto più facile che dire:… No, guarda, mi sono sbagliato…non sei la persona che credevo.. non sei il “grande capo” che immaginavo.

Basta essere “volutamente freddi”, ignorare….. nooo, niente dispetti , non servono, basta fare capire che “non è nessuno “ qualunque cosa succeda senza ipocrisie.

Cosi, presto si viene giudicati antipatici o antisociali…..è il prezzo da pagare e capisci quando tutto è finito quando senti direttamente o indirettamente la classica frase: “da te non me lo aspettavo….ti consideravo un amico….un fratello…un socio…..” ma io non volevo essere tutte ste cose

Si, l’ho fatto (e lo faccio), diverse volte nella mia vita, e anche se dentro di me si soffre…. non so fare altro se devo essere “cattivo”.

L’ho fatto (e lo faccio) anche con persone che hanno tentato di capirmi ma senza comprendere i miei silenzi, senza avvisare che “di lì non si passa!”.

La cattiveria non è dare un pugno secco in faccia a qualcuno anche se “gratuitamente”, perché quel gesto, ti può anche fare sentire bene.

Dare un pugno a volte fa parte del “crescere” soprattutto  da bambini quando, si è in cerca di sicurezza .

Poi naturalmente si capisce che è sbagliato e che non puoi prendere a pugni tutti quelli che non ti capiscono o che senti come una minaccia.. tu stesso puoi essere una minaccia per loro…

Allora tieni le “distanze”…a volte fa male allontanare le persone dalla tua vita ma questo è un mio stile che non lascia lividi blu…almeno non si vedono…non sono esterni.

Lo faccio ancora e non venitemi a dire che non è mai troppo tardi per rimediare…quel “dopo” è oltre quella “linea del non ritorno”.

Perché quando si dice che c’è un tempo per tutto le cose non è proprio così….non esiste il tempo per lo stato di “indifferenza”…è una condizione “congelata” dove l’altro non esiste , non è nulla e dove non esistono emozioni….se dai un pugno c’è adrenalina…se rimani freddo e impassibile come un sergente di marina  non c’è nessun ormone in azione

Dove non ci sono emozioni non c’è il tempo.

Lo faccio….è la mia solitudine.